La dinamicità del tessuto economico e produttivo del Nord Est ha incrementato in modo esponenziale la capacità di generazione e attrazione di traffico di questa macroregione del nostro paese. Se a questa primo fattore sommiamo anche l’incidenza dei traffici di transito, conseguente alla strategica posizione geografica dello stesso Nord Est, si può ben comprendere il forte incremento del traffico stradale ed autostradale registrato in questi ultimi anni. Nella sola regione del Veneto, nel 1997 il traffico totale era pari a 247 milioni di tonnellate, il 20% dell’intero traffico nazionale.
L’Osservatorio Infrastrutture della Fondazione Nord Est ha preso in considerazione i dati di traffico registrati negli ultimi 5 anni sugli assi autostradali che insistono su Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige. La tendenza ad un generale aumento dei traffici appare ampiamente confermata dai dati raccolti, sia che si consideri il traffico totale, sia che l’attenzione venga rivolta ai dati di traffico disaggregati per veicoli leggeri e pesanti.
Iniziamo la nostra analisi nel dettaglio seguendo un ideale percorso da Ovest verso Est. L’Autostrada del Brennero (A22), gestita dall’omonima società, ha registrato nel corso dell’ultimo quinquennio un incremento del traffico complessivo pari ad oltre 13 punti percentuali. Se guardiamo ai dati per tipologia di traffico, si osserva un sostanziale incremento del traffico leggero nel biennio 2001/2000, proseguito anche nei due anni successivi, mentre il traffico pesante ha conosciuto una crescita piuttosto marcata nel 2002. Secondo i dati forniti da Asfinag, gestore autostradale austriaco, il numero di pezzi pesanti in transito attraverso il valico del Brennero ha conosciuto nel 2004 un incremento del 15,2%. Si tratta di un dato per certi versi preoccupante, soprattutto se si considera che negli anni scorsi la crescita si era attestata sui due punti percentuali l'anno. Le autorità austriache ritengono che all'origine di tale fenomeno vi sia la soppressione del regime degli ecopunti che fino al 2003 aveva regolamentato il traffico pesante attraversante il territorio nazionale. Parallelamente, il traffico combinato su ferro lungo l'asse del Brennero è dimezzato nel corso degli ultimi 12 mesi, segno di un pericoloso riorientamento verso la modalità stradale.
L’autostrada A4 Milano-Venezia-Trieste è uno dei pilastri storici su cui si regge gran parte dei traffici da e per l’Italia settentrionale. Tuttavia, come appare evidente dai dati di seguito riportati, questa arteria ha conosciuto nel corso degli ultimi anni un costante incremento dei flussi di traffico e appare ormai destinata al collasso, se le prospettive di crescita attese verranno confermate dai fatti.
La società Autostrada Brescia-Padova ha in gestione, oltre all’omonimo tratto dell’autostrada A4, anche la A31 Valdastico. Su entrambi gli assi citati il periodo 1999-2003 è stato contrassegnato da un costante aumento dei traffici, sia per i veicoli leggeri che per quelli pesanti. La variazione più consistente si è avuta proprio sulla A31 Vicenza-Piovene Rocchette (+18,1%), ma anche sulla A4 il traffico è cresciuto del 14,2% nel corso degli ultimi cinque anni.
La società Autostrade di Venezia e Padova ha invece in gestione il tratto della A4 compreso tra Padova ed il capoluogo lagunare, il raccordo con l’aeroporto di Tessera nonché la tangenziale di Mestre, tratta che rientra ormai quotidianamente nelle discussioni sui grandi progetti infrastrutturali. Nel corso dell’ultimo quinquennio il traffico complessivo sull’intera rete gestita dalla società è cresciuto del 7,8%, ma il dato che più impressiona è quello relativo ai veicoli effettivi transitati sulla tangenziale di Mestre nel corso dell’ultimo decennio. L’incremento registrato nel periodo 2001/1992 è pari al 43,9%, un dato impressionante e che da solo basta a giustificare l’espressione “valico di Mestre” che è stata coniata in riferimento a questo nodo dei traffici del Nord Est. Una situazione di vera e propria emergenza, a cui si sta cercando di dare una risposta con i progetti relativi al passante e al tunnel nonché con l’apertura, già realizzata, della terza corsia su entrambi i sensi di marcia. Bisogna tuttavia aggiungere che il caso di Mestre, pur emblematico della generale situazione della viabilità nel Nord Est, non è un caso anomalo o isolato, quanto piuttosto la manifestazione più eclatante di una situazione di congestionamento ormai divenuta abituale su tutte le principali arterie nordestine.
Autovie Venete S.p.A. ha in gestione 3 tratti autostradali, concentrati in Veneto e Friuli-Venezia Giulia, segnatamente la A4 nel tratto Venezia-Trieste, la A28 Portogruaro-Conegliano e la A23 Udine-Palmanova. Sull’intera rete gestita dalla società il traffico complessivo, in termini di veicoli per km, è cresciuto addirittura del 25% nel periodo 1999-2003. I tassi di crescita maggiori hanno interessato i veicoli pesanti, sia in termini di veicoli effettivi registrati che di veicoli km. Per quanto riguarda più specificamente la Venezia-Trieste, l’attuale infrastruttura a due corsie per senso di marcia appare assolutamente inadeguata a sostenere l’ulteriore incremento dei flussi di traffico che conseguirà all’allargamento ad est dei confini dell’Unione Europea.
Concludiamo la nostra analisi con Autostrade S.p.A., società che pure ha in gestione tre tratte autostradali nel Nord Est: la A13 Padova-Bologna, la A27 Venezia-Belluno e, infine, la A23 nel tratto Udine-Tarvisio. Tutti e tre gli assi in questione hanno conosciuto un costante incremento del traffico. Sulla Padova-Bologna il traffico totale nel corso del periodo 1999-2003 è aumentato del 15,8%, con tassi più consistenti per quanto concerne i veicoli pesanti. Sulla A27 Venezia-Belluno l’incremento registrato nel medesimo periodo di riferimento è stato del 15,5%, contro il 22,7% della Udine-Tarvisio. Al riguardo della Padova-Bologna, bisogna altresì aggiungere come pure questa arteria, nella sua attuale veste di autostrada a due corsie per senso di marcia, paia assolutamente inadeguata a reggere i flussi di traffico non solo attuali, ma soprattutto futuri. Il progetto relativo alla terza corsia lungo questa direttrice potrebbe venire accantonato solo nel caso in cui venisse realizzata la nuova autostrada Romea Venezia-Cesena, dove verrebbe convogliata una consistente quota del traffico, soprattutto pesante, che insiste sul Corridoio adriatico.
Un discorso a parte deve essere fatto sui dati relativi all’incidentalità. E‘ opinione ormai diffusa che il traffico sempre più elevato, soprattutto di mezzi pesanti, costituisce uno dei fattori che stanno alla base dell’elevato numero di sinistri che caratterizza gli assi autostradali del nostro paese. Sia il potere politico che le stesse società di gestione delle autostrade hanno messo in atto numerose iniziative volte a migliorare la sicurezza stradale, non ultima il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti su alcune sezioni delle arterie autostradali. Sulla A13 Padova-Bologna, tristemente famosa per gli incidenti che spesso si verificano soprattutto nella stagione invernale in presenza di nebbie, il 2003 si è chiuso fortunatamente con un ridimensionamento del numero degli incidenti sia totali che mortali. Risultati positivi sono stati raggiunti anche sulla Udine-Tarvisio e la Venezia-Belluno.
Quanto invece alle tratte gestite dall’Autostrada Brescia-Padova, un decremento piuttosto sensibile è stato raggiunto sulla A4 per quanto riguarda il numero di incidenti totali (-12,1%). Positivi sono pure i risultati conseguiti sulla Valdastico, dove si registra una diminuzione sia degli incidenti totali che di quelli mortali. La sicurezza sulle autostrade del Nord Est tende quindi a migliorare. Ciò nonostante, se si considera l’incremento dei traffici atteso su tutti i principali assi viari del Nord Est negli anni di qui a venire, è quanto mai opportuno non abbassare la guardia e proseguire con la promozione di politiche che facciano della sicurezza uno degli obiettivi primari da garantire ai cittadini che, per vari motivi, utilizzano le autostrade per i propri spostamenti.


