Il sistema sociale ed economico del Nord Est sta conoscendo, da alcuni anni, un cambiamento significativo. E, le proiezioni del prossimo futuro, indicano come tale mutamento conoscerà accelerazioni rilevanti.
In particolare, un aspetto fra gli altri costituisce uno snodo cruciale che, se non affrontato adeguatamente, potrebbe condizionare le prospettive dello sviluppo economico locale, così come degli assetti della società.
Si tratta dell’intreccio fra prospettive di sviluppo demografico della popolazione, le richieste del mercato del lavoro e il fenomeno migratorio.
I segnali che un simile intreccio di fattori risulta già oggi complicato è ripetutamente evidenziato dalle stesse cronache. Per un verso, è calato repentinamente e progressivamente il numero di giovani che entrano sul mercato del lavoro. Inoltre, questi giovani sempre meno frequentemente sono disponibili ad accettare un lavoro qualsiasi, soprattutto se di carattere manuale ed operaio. Per converso, le richieste di manodopera da parte del mercato del lavoro sono ancora rilevanti e, in alcuni settori, restano inevase. Per altro verso, la forbice generata dal mancato incontro fra domanda ed offerta di lavoro è riallineata dalla presenza di lavoratori immigrati.
Il riverbero di queste problematiche è molteplice. Sul versante della società pone rilevanti interrogativi sulle prospettive della popolazione locale, nonché sull’integrazione sociale degli immigrati. Sul versante dell’economia, pone interrogativi sulle possibilità da parte delle imprese di rispondere alla produzione, di permanere sui mercati, sull’integrazione lavorativa di persone portatrici di culture del lavoro diverse.
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