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Distretto industriale di Enfidha

CHI
Il progetto, promosso, tra gli altri, anche dalla Regione Veneto, ha preso il via nel novembre 2003, quando è stato presentato ufficialmente ai rappresentanti delle Camere di Commercio del Veneto e delle Associazioni di categoria (Apindustria, Uniexport, Conexport, CNA, Centro regionale assistenza cooperazione artigiana). Il coordinamento del progetto è stato affidato alla società Anbro Consulting di Roma, specializzata in operazioni nel mondo arabo. Si prevede che al progetto aderiscano imprese del Veneto e non solo, intenzionate a delocalizzare in Nord Africa parti del proprio processo produttivo.



DOVE
Il nuovo distretto industriale sorge nei pressi della località di Enfidha, città di 50 mila abitanti situata vicino al Golfo di Hammamet. La scelta dell’area in questione deriva anche dalla sua localizzazione strategica: essa, infatti, si trova a soli 80 km a sud di Tunisi e a 35 dal porto commerciale di Sousse, secondo del paese, situato alle spalle della capitale. L’area di Enfidha è raggiungibile via autostrada direttamente dalla capitale. In tutta la Tunisia sono attualmente già presenti circa 700 imprese totalmente italiane o a partecipazione mista, per un investimento complessivo pari a circa 516 milioni di euro e oltre 40 mila addetti complessivi.



OBIETTIVO
Creare, con l’apporto dell’imprenditoria veneta, un distretto industriale a bassi costi di investimento, con manodopera selezionata e a costi altamente competitivi, orientato all’inserimento di aziende internazionali operanti in particolare nei settori della produzione di stampi, della lavorazione della plastica, dei componenti elettronici, dell’agro-industria. Il progetto risponde inoltre all’esigenza di creare rapporti sempre più stretti con alcune aree in via di sviluppo, soprattutto dell’area mediterranea. La posizione, infatti, è favorevole anche rispetto ai traffici via mare provenienti dall’Asia attraverso Suez.



COME
Il nuovo distretto industriale sorge su un’area di circa 200 ettari, dotata di alcune delle infrastrutture necessarie (come l’autostrada) già da prima dell’avvio dell’insediamento industriale. La zona di Enfidha può contare su costi estremamente competitivi di acqua, gas ed energia elettrica (40% in meno che in Italia) e della manodopera. A ciò si aggiungono condizioni fiscali e contributive estremamente interessanti, quali un’imposta sul reddito dello 0% e l’esenzione totale dal pagamento dell’IVA per un periodo di dieci anni, al termine del quale la tariffa diventa del 10%. Inoltre, la Tunisia è stato uno dei primi tra i Paesi mediterranei a stringere un accordo di associazione con l’Unione europea nel 1995 e sarà parte della vasta zona di libero scambio euro-mediterranea che sorgerà nel 2010. In base al progetto si prevede di realizzare anche un aeroporto internazionale e un porto nelle vicinanze di Enfidha, dove la acque profonde consentono di accogliere navi container da 5 mila tonnellate di stazza.



TEMPISTICA
Nel 2003, Isnardo Carta, presidente dell’omonimo gruppo vicentino delle costruzioni, ha rilevato la proprietà dell’area di Efindha tramite la società di scopo Diet Sa. La Diet nel progetto è stata supportata dalla Banca popolare di Vicenza, che a sua volta collabora con il maggiore istituto di credito privato in Tunisia, la BIAT.

Da ricordare che 200 ettari situati a sette chilometri dal mare sono stati destinati ad uso infrastrutturale e logistico, mediante la creazione di un nuovo aeroporto internazionale e di un porto in acque profonde adatto ad accogliere i flussi di navi container da 5mila tonnellate.

Per l’edificazione del distretto industriale, nel novembre 2005 è stata costituita a Tunisi la società Sicep Tunisine Sa, partecipata, tra gli altri, dalla stessa Isnardo Carta, dalla Sicep Spa e dalla Simest, finanziaria pubblica che promuove le imprese italiane all’estero. La Sicep ha iniziato nel giugno 2006 i lavori di costruzione delle infrastrutture e degli edifici ad uso industriale e commerciale.

Il 22 gennaio 2007 è stato organizzato a Tunisi un forum cui hanno partecipato Confindustria, l’Abi e l’Istituto per il Commercio estero. Enfidha e, più in generale, il mercato tunisino sono stati al centro della missione nazionale di Confindustria, coordinata da Assindustria Vicenza. Hanno aderito all’iniziativa un centinaio di imprenditori veneti al centro di oltre 2mila incontri d’affari con rappresentanti dell’industria locale. Il Veneto è rappresentato, in particolare, dai settori della meccanica (agricola, tessile e di precisione), del tessile-abbigliamento, dei servizi.

L’insediamento potrà ospitare circa 150 aziende. L’area è stata dotata di strade, illuminazione pubblica, reti in fibra ottica, impianti di distribuzione dell’energia, del gas e dell’acqua, parcheggi e aree verdi. L’azienda Dainese è tra le prime che hanno deciso di investire ad Enfidha ed ha già avviato la produzione.

L’impresa turca di gestione aeroportuale Tav (che già gestisce gli scali di Istanbul e Ankara) si è aggiudicata il bando per la costruzione e la gestione (per 40 anni) del nuovo aeroporto internazionale di Enfidha. Il presidente della Tunisia Abidine Ben Ali ha inaugurato l’apertura del cantiere il 24 luglio 2007. L’entrata in attività dello scalo è prevista per il 20 marzo 2009.



RIFERIMENTI
Regione Veneto – Assessorato alle Politiche per le Imprese, la Promozione e il Commercio Estero
Palazzo Balbi – Dorsoduro 3901
30123 Venezia
Tel. 041/2792817-2792993
e-mail: ass.industria@regione.veneto.it

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