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Distretto italiano del marmo a Xiamen

COSA
Il progetto, denominato “Sino-Petropolis”, prevede la nascita di un distretto industriale italiano del marmo in Cina, dopo uno studio di fattibilità destinato a valutare i tempi e i modi necessari ad avviare l’insediamento produttivo.



CHI
Promotore dell’iniziativa di internazionalizzazione in Cina è l’Associazione Marmomacchine, che riunisce costruttori e utilizzatori di macchine e attrezzature per la lavorazione delle pietre naturali.

Hanno aderito all’iniziativa le aziende produttrici di utensili per la lavorazione del marmo Diamex (Bergamo), Diamond Service (Piacenza), Prussiani Engineering (Bergamo), Gaspari Menotti (Carrara), Marmoelettromeccanica (Roma) e le aziende addette all’estrazione e alla lavorazione del marmo e delle pietre ornamentali Ziche Divisione Marmi (Brescia), Porfido Pedretti (Brescia), Promar (Massa), Fratelli Poggi (Roma), Eredi Martinelli (Brescia), Fibra (Carrara), Porfidi Italia 2000 (Trento), Sardegna Marmi (Cagliari), Vezzani (Reggio Emilia), Tre Emme Import Export (Lucca), Simin Srl (Nuoro).



DOVE
Il distretto del marmo è previsto dentro i confini della municipalità di Xiamen, città di 2,6 milioni di abitanti situata nel Fujian, regione della Cina Sudorientale, situata sulla costa di fronte a Taiwan. Il Fujian è tradizionalmente la regione più importante per la lavorazione e la commercializzazione delle pietre naturali in Cina. Nella regione, infatti, si trasforma e transita circa il 70% dell’export lapideo della Cina.

Il porto di Xiamen è dotato di acque profonde, in grado di accogliere le più grandi navi portacontainer. Nelle sue acque possono infatti essere ancorate navi fino a 100 mila tonnellate di stazza, mentre vi possono entrare, per carico e scarico merci, navi da 50 mila tonnellate. Peraltro, lo scalo di Xiamen è aperto ai traffici con 60 porti di 40 paesi nel mondo e beneficia dell’intenso scambio di merci con Taiwan, distante 150 km dalla costa cinese.



OBIETTIVO
Il progetto punta a favorire il posizionamento all’interno del mercato asiatico delle aziende che hanno aderito. Queste sono specializzate sia nell’estrazione della pietra naturale, che nella realizzazione di macchinari atti alla sua lavorazione. Si punta dunque a realizzare a Xiamen un’intera filiera specializzata nell’estrazione e nella lavorazione del marmo e della pietra ornamentale.

Allo stesso tempo, l’obiettivo è la difesa delle quote di commercio mondiale del settore marmo-lapideo italiano, tradizionalmente votato all’esportazione. Negli ultimi anni, le aziende italiane del settore si sono trovate a competere con concorrenti stranieri molto competitivi, primi fra tutti quelli cinesi. La localizzazione in Cina è poi strategica per le dimensioni del mercato e per i vantaggiosi costi di produzione.

Dopo aver detenuto nella prima metà del Novecento circa la metà del commercio mondiale nel settore marmifero, l’Italia ha progressivamente perso quote di mercato, fino ad arrivare al 12% del mercato del marmo nel 2005. I paesi che esercitano la concorrenza più forte sono Cina, Brasile e India, che hanno grandi disponibilità di materia prima. Da questo punto di vista, la differenza con l’Italia è evidenziata dai dati sulla produzione. Nel 2005, la Cina ha infatti estratto 22 milioni di tonnellate di marmo grezzo, contro i 10 italiani.

L’obiettivo è la creazione di un distretto dotato di un’area industriale e di un centro servizi, in grado di ospitare materiali lapidei e/o insediamenti per la loro distribuzione e lavorazione in loco (prodotti semi finiti e finiti), per la costruzione e l’assemblaggio di macchine, impianti, attrezzature, componenti, utensili e prodotti chimici speciali per la lavorazione di rocce ornamentali.



COME
Lo studio di fattibilità si inquadra in un più ampio programma di internazionalizzazione, sviluppo industriale e promozione all’estero delle pmi italiane del comparto dei costruttori e utilizzatori di macchine e attrezzature per la lavorazione delle pietre naturali.

La provincia di Xiamen è una delle “free trade zones” create dal Governo cinese, zone franche in cui il trattamento fiscale e doganale per le imprese straniere che investono in Cina è particolarmente favorevole.

Un importante ruolo è svolto inoltre dall’Isim (Istituto Internazionale del Marmo), specializzato nella formazione professionale del comparto lapideo, che fa capo all’Associazione italiana Marmomacchine. L’Isim ha realizzato laboratori scuola all’estero ed è diventato interlocutore del Ministero delle Attività produttive e dell’Ice per l’organizzazione di iniziative tecnico promozionali.

Infine, nel progetto è attivamente coinvolta anche Simest, la finanziaria del Ministero dello Sviluppo economico. La Simest, oltre a fornire strumenti di sostegno finanziario attraverso la forma della joint venture, si è occupata di:
  • assistere nella preparazione dello studio di fattibilità e del business plan;
  • consigliare la struttura finanziaria ottimale, identificando le risorse nazionali ed internazionali più idonee all’iniziativa;
  • identificare opportunità d’investimento e partner potenziali attraverso l’attività di “business scouting”;
  • valutare l’acquisizione di quote del capitale della società di gestione dell’area;
  • acquisire partecipazioni fino al 49% del capitale sociale dell’impresa cinese creata nel distretto; 
  • fornire assistenza nella gestione della “supply chain” (Simest è membro del Supply Chain Council).

TEMPISTICA
Il progetto ha preso corpo nel maggio del 2006, in seguito alla pubblicazione nel marzo 2005 del bando del Ministero delle Attività produttive, in collaborazione con l’Istituto per il Commercio estero (Ice), che stanziava contributi del 75% (fino a un massimo di 150 mila euro) per studi di fattibilità condotti nei paesi extra UE. Il finanziamento ministeriale era inquadrato nell’ambito della “Misura A”, rivolta a pmi aggregate in consorzi per realizzare progetti di internazionalizzazione congiunti. Il bando ministeriale prevedeva che il consorzio di imprese sviluppasse l’insediamento produttivo entro un anno dallo studio di fattibilità, qualora quest’ultimo avesse dato risultati positivi.

Nell’ottobre 2006 viene firmata una Convenzione Quadro tra Simest e l’Istituto Internazionale del Marmo (Isim) per la realizzazione del distretto in Cina.

Nel dicembre 2006 è stato completato lo studio di fattibilità. Alla sua realizzazione hanno partecipato l’Isim, responsabile generale dello studio di fattibilità e soggetto tecnico specializzato nella realizzazione di tutte le attività tecniche e di settore del progetto; l’ufficio Ice di Pechino per il supporto in loco; Simest, in accordo con l’Isim, per lo sviluppo del business plan; lo studio legale Cimenti di Pechino per il supporto legale.



RIFERIMENTO
Assomarmomacchine
C.so Sempione 30, 20152 Milano
Tel. 02/315360
info@assomarmomacchine.com

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