Lo sviluppo economico in Italia conosce velocità diverse e articolate sul territorio. Molti sono gli indicatori che l’hanno segnalato a più riprese: dagli indicatori di povertà, a quelli del mercato del lavoro, dagli insediamenti industriali, ai tassi di produttività e così via.
Il Nord Est, da un lato, e il Mezzogiorno, dall’altro, rappresentano due realtà che hanno realizzato direttrici di sviluppo diversificate e dagli esiti talvolta contrastanti fra loro. Il primo conosce la piena occupazione, il secondo tassi di disoccupazione fra i più elevati in Europa. Il primo non ha più spazi territoriali dove costruire insediamenti produttivi, al punto da doversi spingere oltre confine; il secondo dispone di territori e di manodopera. Tuttavia, finora le due realtà economiche sembrano percorrere linee diverse, pur avendo teoricamente interessi convergenti. Solo esperienze recenti (ad esempio, Manfredonia) stanno cercando di avvicinare i due sistemi produttivi.
Il Formez, che attraverso il Progetto Mezzogiorno che funziona approfondisce le tematiche legate alle politiche di sviluppo del Mezzogiorno, e la Fondazione Nord Est, da sempre attenta a studiare gli attori economici e le loro strategie, hanno dunque ritenuto di realizzare una ricerca presso gli imprenditori del Nord Est. L’obiettivo era valutare quante e quali fossero le relazioni economiche che il Nord Est ha sviluppato con il Mezzogiorno; quali gli orientamenti e le rappresentazioni degli imprenditori verso le aree del Sud dell’Italia; quali i fattori attraenti o deprimenti le possibilità di sviluppo; quale dev’essere il ruolo dello Stato.
I primi esiti della ricerca sono stati presentati, nel convegno organizzato dalla Fondazione Nord Est e dal Formez tenutosi a Venezia, nella Sede della Fondazione Nord Est, Palazzo Labia.
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