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I progetti ferroviari e stradali in Slovenia
18/09/2007

La rete ferroviaria slovena affonda le sue origini nella seconda metà dell’800, grazie alle iniziative e ai progetti promossi su impulso delle autorità dell’allora Impero austro-ungarico.

La realizzazione di collegamenti ferroviari conobbe una battuta di arresto nel periodo fra le due guerre, ma lo status generale delle ferrovie slovene peggiorò ulteriormente dopo il secondo conflitto mondiale con l’abbandono e la dismissione di numerose linee in conseguenza della crescente promozione del traffico su gomma. L’unica eccezione di un certo significato è costituita dalla realizzazione del collegamento su rotaia al porto di Capodistria/Koper, che risale al 1967. Questa linea rappresenta oggi un elemento vitale non solo per le ferrovie slovene e il terminale di Capodistria, ma anche per l’intera economia della giovane repubblica.

Dopo l’indipendenza, è stato avviato un profondo processo di ristrutturazione e di privatizzazione delle ferrovie. Parallelamente, sono stati promossi alcuni importanti progetti volti all’ammodernamento delle linee per garantire la compatibilità con l’alta velocità e l’alta capacità e l’interoperabilità con le reti dei paesi confinanti. In questo senso, il più importante risultato è costituito dalla realizzazione del nuovo collegamento ferroviario in direzione del confine ungherese, della lunghezza di 43,5 km, inaugurato nel maggio del 2001. La linea, ad un solo binario e non elettrificata, è destinata sia al traffico merci che passeggeri, consente velocità pari a 160 km/h ed è, allo stato attuale, la più moderna linea ferroviaria di tutta la Slovenia.

Nel settore del trasporto passeggeri, i programmi delle Ferrovie slovene sono volti a migliorare le performance attuali in termini di velocità e tempi di percorrenza, nonché all’ammodernamento del parco veicoli oggi disponibili. A livello strategico, è previsto lo sviluppo di un vero e proprio sistema di transito, in grado di unire e coordinare le diverse tipologie di trasporto che agiscono a livello locale. La progressiva sostituzione del materiale obsoleto ha già conseguito i primi positivi riscontri, mediante l’introduzione dei nuovi treni InterCity Slovenija e di tre nuovi treni Siemens per il servizio locale. Nel 2003, il numero di passeggeri complessivamente trasportati dalle Ferrovie slovene è stato pari a 15,1 milioni (+3,8% rispetto al 2002), una cifra davvero considerevole se si tiene conto che la popolazione dell’intera Slovenia non raggiunge i 2 milioni di persone. La crescita maggiore si è riscontrata per il traffici all'interno dei confini nazionali (+4,1%), mentre il traffico internazionale si è mantenuto stabile sui 900 mila passeggeri annui.

Maggiori difficoltà si registrano, invece, nel settore del trasporto merci, che non è ancora adeguatamente sviluppato. Le Ferrovie slovene mettono a disposizione degli operatori servizi di trasporto merci “door to door” e di trasporto combinato. I terminali per la movimentazione e lo stoccaggio dei container di proprietà delle Ferrovie slovene sono complessivamente quattro e si trovano a Lubiana, Maribor, Capodistria e Celje. Tuttavia, il settore ha riscontrato una buona crescita nel corso degli ultimi due-tre anni. Nel 2003, la quantità complessiva di merci trasportate è stata pari a 17,2 milioni di tonnellate, con un incremento del 5,7% rispetto all'anno precedente. Il trend appare ancora più positivo se si considera che nel 2000 la movimentazione complessiva assommava a 15,2 milioni di tonnellate, per cui nell'arco di un quadriennio il traffico merci su rotaia ha conosciuto una crescita del 13,4%.

Per quanto riguarda i progetti relativi all’alta velocità (Corridoio V Lione-Torino-Venezia-Trieste-Budapest) e la questione relativa al possibile collegamento ferroviario diretto tra Trieste e Capodistria, si rimanda al relativo focus di approfondimento.

Sul fronte delle relazioni ferroviarie con l’Italia, e segnatamente con il Nord Est, un elemento di novità è costituito dall’introduzione, avvenuta nel dicembre 2003, del collegamento diretto tra Venezia e Lubiana, classificato come Eurocity ed espletato con treni sloveni. Questo nuovo servizio è disponibile giornalmente e, saltando Trieste, ha permesso di ridurre i tempi di percorrenza da 6 a 4 ore.

La rete autostradale

La Slovenia sta costruendo una serie di infrastrutture stradali utili a collegarne il territorio all'Europa centrale, anche mediante l'apertura di una ulteriore porta di accesso tramite il Friuli Venezia Giulia.

Questi interventi sono destinati a contribuire, in modo determinante, alla realizzazione del Corridoio paneuropeo n. 5. Il traffico stradale, sia interno che di transito, è in costante aumento anche nella piccola Repubblica ex jugoslava: nel solo tratto compreso fra Predor (frontiera con l'Austria) e Capodistria, che fa parte del Corridoio X, l'incremento negli ultimi anni è stato dell'ordine di 10 punti percentuali.

Per quanto riguarda la rete autostradale slovena, di particolare importanza è il completamento dei collegamenti che consentiranno di raggiungere l'Ungheria da Maribor. Si tratta di 75 km di autostrada, costellati di tratti in galleria e viadotti, la cui conclusione è attesa per il 2008, il cui costo complessivo raggiunge i 700 milioni di euro. L'aggancio alla rete austriaca è pure in fase di completamento e include la realizzazione del ring intorno alla capitale Lubiana, grazie al quale sarà possibile evitare l'attraversamento della città.

Entro il 2008 saranno conclusi pure i lavori per la costruzione della superstrada che da Gorizia raggiungerà la città di Nanos e permetterà di ridurre considerevolmente i tempi di percorrenza per raggiungere Lubiana. Quest'opera, iniziata nel 2002 e ormai in fase di ultimazione, è stata realizzata con un contributo dello Stato italiano e la supervisione della società Autovie Venete. Essa si sviluppa lungo 35 km, dei quali 20 - da Gorizia sino a Vipava - sono già oggi aperti al traffico. Quanto ai rimanenti 15, 10 sono già stati costruiti mentre gli ultimi 5 saranno ultimati entro il 2008. Il contributo italiano, previsto dagli accordi di Osimo copre il 25% dell'intero costo dell'opera (47 milioni di euro circa su 200 totali) ed è stato erogato secondo la formula del mutuo non oneroso, cioè senza interessi.

Lo scorso 14 settembre 2007, con l'abbattimento dell'ultimo diaframma della galleria del Barnica, si è avviata a completamento la costruzione del tratto autostradale sloveno Razdrto-Vipava.

L'opera costruita in territorio sloveno è destinata a saldarsi al raccordo Villesse-Gorizia, che secondo gli auspici di Autovie Venete e del governatore Illy dovrebbe essere trasformato in autostrada già a partire dal prossimo anno. In tal modo, anche grazie agli impegni presi dai Governi sloveno e ungherese, sarà possibile raggiungere Budapest in autostrada - da Trieste o Gorizia - nello stesso arco di tempo che si impiega per raggiungere Milano dalle due medesime località. Questo epocale cambiamento, tuttavia, è subordinato alla conclusione dei lavori implementati dalla società slovena Dars e poc'anzi menzionati (autostrada Maribor-confine ungherese e Nova Gorica-Prevallo) e pure dalla controparte ungherese (completamento del collegamento autostradale dal confine con la Slovenia al lago Balaton).

Le due concessionarie Autovie Venete e Dars stanno considerando l'opportunità di siglare un protocollo d'intesa per una gestione transnazionale del corridoio autostradale che collega la Slovenia all'Italia, al fine di garantire l'interoperabilità dei sistemi di gestione, la standardizzazione delle procedure e la condivisione di dati e informazioni. Il presidente di Dars, Rajko Sirocic, ritiene che tale accordo possa permettere pure di intensificare i controlli sui camion stranieri accusati di non rispettare gli standard di sicurezza e le norme stradali. Tale passo è inevitabile, anche dinanzi a code e ingorghi che si fanno sempre più frequenti anche in Slovenia, al punto che Dars sta pensando di introdurre il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti nei tratti più critici, al fine di migliorare la sicurezza e ridurre gli incidenti.

La Slovenia sta pure potenziando l'aeroporto di Maribor, al fine di convogliarvi buona parte del traffico cargo, mentre altre piattaforme logistiche stanno nascendo nelle aree localizzate vicino ai tracciati dei Corridoi n. 5 e 10.