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N. 1 / 2008 - Scenari dell'economia
N. 1 / 2008 - Scenari dell'economia
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Indice
Volatilità e incertezza richiedono strutture aziendali più solide e più mobili
di Giovanni Costa (docente di strategia d'impresa e organizzazione aziendale, Facoltà di economia, Università di Padova)
Scenari futuri per l'economia italiana
di Luca Paolazzi (direttore Centro Studi Confindustria)
L'Italia che non preoccupa, ma è preoccupata
di Giuseppe Morandini (presidente Piccola industria Confindustria)
Cosa fare per tornare a crescere
di Corrado Passera (consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo)
Una congiuntura difficile
di Giovanni Zanni (responsabile Credit Suisse Analisi economiche e politiche fiscali per l'Europa)
Scenario macroeconomico
di Paolo Mameli (Servizio studi e ricerche - Intesa Sanpaolo)
Polo di Padova per l'internazionalizzazione delle imprese. Si apre una nuova finestra sul mondo
(a cura della Direzione relazioni esterne di Intesa Sanpaolo)
Credits
Editoriale
di Auro Palomba
Come, un’altra newsletter sul declino del Paese? Prevenendo chi ritiene che la Fondazione Nord Est abbia l’attitudine a esacerbare le difficoltà della nostra Italia, è importante sottolineare che il tema che avevamo chiesto di sviluppare ai relatori era un altro, e riguardava anzi le prospettive, le strade per la crescita. Se tutti hanno insistito sul declino un motivo ci sarà, e non crediamo che gli autori dei contributi della newsletter appartengano tutti al partito di chi ritiene che un ottimista non sia altro che un pessimista disinformato.
Dunque siamo in presenza di un paese in difficoltà, gravato da tasse e burocrazia e con un’unica grande via di crescita, legata alle esportazioni. Il messaggio di tutti i contributi pare chiaro, e crediamo che sia evidente anche per chi in questi giorni assume la responsabilità di governarci, in uno scenario politico diverso rispetto a quello di due mesi or sono.
Le direttrici indicate da banchieri, industriali e economisti sono chiare, e sono in linea con le istanze che l’ultima tornata elettorale ha indicato in modo inequivocabile, almeno in questa parte del territorio italiano.
La squadra di governo è composta da ministri che, grazie a nascita e formazione, dovrebbero essere sensibili al grido d’allarme lanciato, e quindi impostare la politica economica del Paese assecondando le richieste del tessuto imprenditoriale.
Saremo lieti, dopo aver concesso il tempo necessario, di tornare sull’argomento, augurandoci di ricevere contributi diversi per tenore e analisi.
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