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N. 2 / 2009 - Una crisi meritocratica?
N. 2 / 2009 - Una crisi meritocratica?
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Indice
Quali esiti per la crisi?
di Alessandra Pivato (Pivato Spa)
Gli effetti selettivi della crisi
di Giorgio Santini (segretario confederale CISL)
Il merito di sistema
di Paolo Bastianello (presidente di Marly's Spa)
La selezione oltre la crisi: rischi di selezione avversa o distruzione creatrice?
di Alessandra Lanza (responsabile analisi e ricerca economica Prometeia Spa)
Una crisi "contro-intuitiva" per l'Est Europa?
di Corrado Campobasso (Area Studi e Ricerche Isdee di Informest)
Credits
Editoriale
di Auro Palomba
Una crisi economica colpisce tutti indistintamente o chi si era ben attrezzato nei momenti migliori riesce a salvarsi? Il merito, la capacità di modificare il proprio business e la velocità di reazione possono aiutare le aziende a sopravvivere e magari a trovare anche nuovo slancio o non c’è nulla che si possa fare se non rimanere in attesa e sperare di rimanere indenni?
La domanda aleggia nei discorsi degli economisti e nelle riunioni delle associazioni industriali: cadrà solo chi era già in difficoltà o questa crisi così rapida e forte non darà scampo, e dunque bisogna solo avere la fortuna di essere nel settore giusto o nella parte di mondo meno colpita? Veramente dopo le vacanze saranno numerose le aziende a non “tirare su la serranda”?
Secondo alcuni la differenza fra quanto sta accadendo ora e quello che successe ottant’anni fa, nel tristemente ricordato 1929, starebbe proprio in questo. Allora tutto il mondo occidentale entrò in crisi, complice forse anche la lentezza di manovra di chi avrebbe dovuto consentire una difesa e una reazione. Ora, osservando lo scenario, si assiste a un andamento dicotomico. Nel senso che ci sono imprese che stanno tenendo, anzi potrebbero approfittare del momento per mettere a segno acquisizioni o accrescere le proprie quote di mercato.
Il concetto del merito, così come quello della maggiore capitalizzazione delle aziende, compaiono spesso nei discorsi del Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, sintomo che anche gli imprenditori si rendono conto di dover fare la propria parte. Sicuramente questa crisi è colpa di un eccesso finanziario, ma è indubbio che il detto “famiglie ricche, aziende povere” sia fondato su una realtà evidente.
Crisi uguale opportunità. Lo dicono gli ideogrammi cinesi ed è diventato uno slogan facile in momenti di crescita; oggi forse sono in meno a dirlo. Ma sarebbe bello se fosse vero.
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