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N. 3 Maggio-Giugno 2002

Indice

  • Il Nord Est che "muta pelle"
  • Nord Est e Mezzogiorno: "prove tecniche di impresa"
  • L'Italia delle imprese
  • Reti sociali, valori, servizi: "nuovi" strumenti di coesione sociale ed economica
  • Struttura produttiva e imprese del Nord Est
  • Qui diamo i numeri!


Editoriale

Il Nord Est muta pelle? Oppure semplicemente partecipa, in prima linea e da “par suo”, alle trasformazioni che interessano le moderne società industrializzate e sviluppate dell’Occidente. Non è un quesito retorico. Le sfide economiche e sociali sono ben visibili e presenti. Per capirne qualcosa, abbiamo scelto di seguire le tracce di un “soggetto sociale”, diffuso e rappresentativo, l’imprenditore, gli uomini e le donne che fanno impresa. Essi sono uno “strumento” sensibile e formidabile per leggere le trasformazioni dei singoli e della società del Nord Est, per cogliere le relazioni che intercorrono fra il locale ed il globale, fra gli interessi praticati e quelli rappresentati, fra le domande poste alla politica ed il ruolo che si vorrebbe affidare alla politica; fra la competitività, perseguita giornalmente nelle imprese e l’implosione in cui giornalmente versa il sistema locale. La vocazione internazionale delle imprese, la società intera che si internazionalizza, nella “pelle”, prima che nella cultura; grazie ad uno sviluppo che rallenta la sua corsa, a volte sembra perfino incepparsi, ma che mantiene, alla fine, performace positive. Da qui l’attenzione a fenomeni importanti quali l’immigrazione, i processi di delocalizzazione o rilocalizzazione a Sud come ad Est e di nuovo il ruolo ed i compiti della politica, dell’istruzione e della formazione. Temi “antichi” alcuni, “nuovissimi” altri, ma sempre posti ed affrontati con lo stile tipico del Nord Est: prima si sperimenta, si fa, poi si sistematizza, ci si interpella. Forse è questa una delle ragioni, che spiega lo strano rapporto con la politica: si è privilegiato, in passato, un ruolo della politica importante, ma discreto, il vero “laisser faire”. Oggi si ha poca fiducia della politica, anche quella dei partiti e delle istituzioni locali, la si ritiene a volte ingombrante, ma le si chiede di amministrare, di provvedere, più che prevedere. Torna poi impetuoso il tema del rapporto delle imprese con il territorio, con il “sistema paese”. Rapporto rivendicativo, problematico, costoso. Ma rapporto reso ancor più inestricabile dalle dimensioni delle imprese. L’internazionalizzazione del sistema economico del Nord Est pone e ripone – e non solo in termini accademici – il tema delle dimensioni d’impresa, della adeguatezza di un’organizzazione spontanea, fatta di un numero elevato di piccole imprese (caso unico al mondo, almeno per queste dimensioni). E qualcuno comincia a chiedersi se la globalizzazione costringerà il Nord Est a “mutare pelle” non solo dal punto di vista della popolazione, ma anche dal punto di vista delle imprese. La sfida continua, gli attori certo non mancano, gli esiti non sono scontati. Si sente forse il bisogno (sempre difficile da dichiarare) di maggiore progettazione, in una parola di maggiore “pensiero”.

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