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N. 5 / 2008 - Quale riforma per l'università?

Indice

  • Valore legale del titolo di studio: l'abolizione è davvero la soluzione? di Luigi Berlinguer (già ministro della Pubblica Istruzione)
  • Un sistema integrato di incentivi per migliorare efficienza e concorrenza di Massimo Egidi (rettore dell'Università LUISS Guido Carli)
  • L'abolizione del valore legale dei titoli: una questione mal posta di Vincenzo Milanesi (Magnifico rettore dell'Università degli Studi di Padova)
  • Sistemi di accreditamento e nuova governance: strumenti per riformare l'università di Luisa Ribolzi (docente di Sociologia dell'educazione presso l'Università degli Studi di Genova)
  • Per un nuovo rapporto tra formazione e imprese di Sandra Spinacè (esperta risorse umane e direttrice del personale di Sinv Spa)
  • Credits


Editoriale

di Daniele Marini

L’università dovrebbe costituire un tasto su cui agire per sostenere il percorso di uscita dall’attuale situazione di crisi. E qui si comincia già a storcere il naso. Tutti da (troppo) tempo sono concordi nell’affermare che è necessario riformare il sistema universitario. Non sono mancati i tentativi, com’è noto. Ma i risultati attesi non si sono tangibilmente realizzati. Sfuggente, complessa, riluttante, poco ancorata al territorio, l’università italiana sembra vischiosa al cambiamento, a introdurre elementi di merito e di competizione che ne migliorino la qualità, a raccordarsi in modo sistematico con gli attori e gli interessi locali, a essere volano dello sviluppo. Non mancano sicuramente le singole esperienze di eccellenza, le collaborazioni proficue fra imprese e docenti. Ma più spesso si tratta di casi isolati che non coinvolgono l’intero sistema. Così, non sono mancate, anche nel recente passato, prese di posizione forti che affondano le radici nel reciproco pregiudizio diffuso: il risultato finale è però un cul de sac improduttivo. Allora, data l’urgenza determinata dai tempi di grande trasformazione che viviamo, all’università serve una cura da cavallo come l’abolizione del valore legale del titolo di studio? Forse no, non è la strada più produttiva. I saggi di questa news letter, pur con sfumature diverse, evidenziano una sostanziale omogeneità di visione. La strategia più adeguata per migliorare il nostro sistema universitario è agire lungo due versanti. Da un lato, la valutazione permanente delle università e dei loro percorsi di studio, meglio ancora se realizzata da un organismo indipendente. Dall’altro, aprire l’università a una nuova governance, con la presenza di stakeholders esterni e professionalità gestionali. Coinvolgere nei luoghi decisionali i portatori di interessi esterni aiuterebbe quella contaminazione di visioni e di relazioni che oggi costituisce un fattore vincente. Inoltre, la conduzione di realtà complesse come l’università richiede professionalità specifiche. Un bravo professore non è detto che sia anche un bravo amministratore.

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