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N. 6 Novembre-Dicembre 2005

Indice

  • Cittadini responsabili cercasi di Ferruccio de Bortoli (Direttore Il Sole 24 Ore)
  • Il principio di legalità: fondamento di una società "civile" di Anna Galizia Danovi (avvocato)
  • La centralità dell'uomo nella società contemporanea. Partire dall'uomo per una società più "giusta" di don Livio Destro (incaricato per la Pastorale Sociale e del Lavoro della regione ecclesiastica del Nord Est)
  • La conquista delle regole e l'autonomia delle giovani generazioni: negoziare tutto? di Graziella Giovannini (docente di Sociologia dell'Educazione presso l'Università di Bologna)
  • Per un'impresa al servizio del consumatore. E non del denaro di Ernesto Illy (Fondatore e Presidente onorario Illycaffè Spa e Presidente Centromarca)
  • Qui diamo i numeri!
  • Credits


Editoriale

di Auro Palomba

C’è una nuova emergenza in Italia: l’educazione alla legalità. Improvvisamente tutti sembrano essersene accorti, complice l’incredibile serie di episodi che hanno spinto il nostro Paese nella lista nera dei poco credibili a livello internazionale.

Ma i segnali erano evidenti da tempo, forse da sempre. La mancanza di educazione civica, ancor prima del rispetto della legge, può essere colta ogni giorno da chiunque abbia occhi e voglia per accorgersene, e i recenti eventi giudiziari, per non parlare dell’incredibile estate del pallone e delle cronache finanziarie, sono solo il risultato di mancanze che vengono da lontano.

Il problema è a monte. In Italia chi non paga le tasse è invidiato da tutti, negli Stati Uniti viene sottoposto alla gogna sociale e mandato in galera. In Italia chi non rispetta le code è un furbo, chi fa un abuso edilizio sa che prima o poi verrà condonato. I figli vengono cresciuti in questo ambiente e diventa difficile invertire improvvisamente una tendenza del genere. Anche perché poi vige la cultura del perdono, e molto spesso quando qualcuno si macchia di un reato e viene colto sul fatto, dopo breve tempo è già di nuovo in campo.

La questione è molto semplice: l’educazione e il rispetto degli altri e della cosa pubblica devono essere trasmesse, non fanno parte del codice genetico. Nei Paesi nordici si sa che spegnendo una luce si farà risparmiare tutti, che dalla competizione scolastica emergeranno i migliori, e solo loro potranno frequentare determinate facoltà supportati anche economicamente dallo Stato. Ma si sa anche quali sono le leggi e che chi non le rispetta pagherà. Questo spiega perché sulle autostrade italiane si viene sovente superati da vetture con targhe di Paesi dove normalmente i conducenti non si sognerebbero mai di oltrepassare il limite di velocità.

La questione è dunque semplice: per iniziare le nuove generazioni alla cultura della legalità occorre cominciare dalla scuola, ma serve soprattutto un sistema di leggi semplice e chiaro a tutti ed essere certi che chi le infrange venga perseguito. E’ solo un sogno?

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