Indice
- Responsabilità etica e coscienza sociale: gli esiti della ricerca
- Impresa e territorio. Linee guida per un modello di sviluppo "sociale"
- La responsabilità sociale dell'impresa e il ruolo delle parti sociali
- L'impresa "socialmente responsabile": una moda o una nuova frontiera?
- Qui diamo i numeri!
Editoriale
Lo sviluppo delle economie e delle società di aree a presenza diffusa di Pmi si caratterizza per una “industrializzazione senza frattura”. Questa la definizione data da due studiosi in un noto volume degli anni ’80. La crescita locale, infatti, non pareva allora segnata da veri e propri strappi, diversamente da quanto era avvenuto, ad esempio, nel Nord Ovest dell’Italia.
Oggi quel tipo di sviluppo ha raggiunto, però, un crinale e chiede di essere rivisitato. Soprattutto perché i fattori che stavano alla base del suo successo si stanno esaurendo. Gli indicatori che segnalano la finitezza di quelle risorse sono noti: calo demografico, saturazione del territorio e carenza di infrastrutture, difficoltà a reggere la competitività dei settori più maturi, e così via. Ma un aspetto, fra gli altri, appare peculiare: la necessità di rivisitare il rapporto fra impresa e territorio, fra economia e società locale.
Il tema della responsabilità sociale d’impresa s’innesta in questo processo di ridefinizione. Lo sviluppo economico a carattere distrettuale, fondato sulle Pmi, si nutre delle risorse del territorio e del suo capitale sociale. In esse trova la sua stessa legittimazione. Nel momento in cui queste risorse si vanno esaurendo, si crea una progressiva divaricazione fra le sue componenti.
La responsabilità etica non si esaurisce nella redazione di un bilancio sociale, condizione necessaria, ma non sufficiente. Al contrario, essa comprende la necessità di trovare nuova legittimazione all’azione economica dell’impresa e nuovi ambiti di reciprocità fra economia, territorio e società. Affinché possa scattare nuovamente una “complicità” fra di essi, declinata però in modo diverso rispetto al passato.
Come si può ben intuire, la responsabilità sociale è sicuramente un tema di frontiera, ma costituisce già oggi una questione fondamentale per la progettazione del futuro sviluppo economico e sociale locale, ma non solo.
Le indicazioni che emergono dagli orientamenti degli imprenditori interpellati da alcune ricerche appaiono emblematiche.
Vi è una consapevolezza ormai abbastanza diffusa sui temi afferenti alla responsabilità sociale. Nel contempo, essa assume declinazioni pratiche articolate e, più spesso, di carattere filantropico. Sembra prevalere un atteggiamento di consapevolezza “auto-limitativa” e ancora poco “pro-attiva”. Pochi ancora si spingono a considerare la responsabilità sociale come una dimensione sulla quale investire con decisione. A ben vedere, a tutt’oggi, non potrebbe essere diversamente. Basti considerare la struttura produttiva dell’area, composta in prevalenza di imprese di piccola e media dimensione. Oppure i settori prevalenti di attività, generalmente a forte carattere tradizionale. La responsabilità sociale costituisce quindi un tema importante, ma assolutamente inedito, con il quale confrontarsi.
E’, pertanto, opportuno agire lungo due versanti. Il primo attiene alla possibilità, soprattutto per le imprese più piccole, di rendere disponibili strumenti e servizi che permettano una maggiore diffusione delle pratiche di responsabilità sociale. Perché queste imprese, da sole, non riescono a trovare né le risorse né le conoscenze necessarie per seguire anche questa nuova dimensione. Il secondo rinvia alla dimensione culturale e ad un’azione di diffusione e di educazione all’esercizio della responsabilità sociale. Non solo sul piano etico, ma anche economico. Per cercare di rinnovare la “complicità” fra economia e società, fra impresa e territorio. Con l’obiettivo di provare a ritessere, in forme nuove e diverse, quella orditura che in passato aveva segnato e acconsentito lo sviluppo.
| NL_1_2004.pdf | 74 K |


