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N. 1 Gennaio 2001

Indice

  • Osservatorio sugli imprenditori del Nord Est
  • Editoriale

    Questo numero speciale di N/E è interamente dedicato all'Osservatorio sugli Imprenditori del Nord Est realizzato dalla Fondazione per conto della Federazione degli Industriali del Veneto. La ricerca ha coinvolto 950 imprenditori del Nord Est. Un campione rappresentativo delle imprese iscritte alle Camere di Commercio di Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto (esclusi i settori "agricoltura, caccia e silvicoltura" e "pesca, silvicoltura e servizi connessi"). Le interviste sono state realizzate telefonicamente con il sistema C.A.T.I. (Computer Assisted Telephone Interviewing) tra il 16 ottobre e il 30 novembre 2000. Daniele Marini ha impostato e diretto la ricerca; Fabio Bordignon ha curato il coordinamento della rilevazione, gli aspetti metodologici e statistici; Ilvo Diamanti ha supervisionato il progetto. Inquieti, internazionalizzati, innovatori: sono gli imprenditori del Nord Est alle soglie del Terzo Millennio. Inquieti, perché costretti a cambiare, ad inseguire nuovi mercati e nuove opportunità, a non fermarsi mai, ad essere sempre flessibili; e nello stesso tempo a disperdere una quantità notevole di energie in spostamenti, in trasporti, in burocrazia. Un universo brulicante, in eterno movimento, dove non sembra venir meno la spinta a mettersi in proprio, a liberarsi della tuta dell'operaio specializzato per indossare i panni dell'imprenditore. Segnale di una mobilità sociale che non ha eguali nel mondo occidentale. Internazionalizzati, perché piccoli e impegnati a cercare, ognuno, il proprio spazio vitale. Con una struttura produttiva fatta per oltre la metà da imprese con al massimo 2 dipendenti, il Nord Est realizza il 20% delle esportazioni italiane. Innovatori, ancora per necessità, per riuscire a sopravvivere, per non perdere il contatto con i concorrenti. Anzi, se possibile, per anticiparli. E' questa in sintesi l'immagine fornita dal primo Osservatorio sugli imprenditori del Nord Est, realizzato dalla Fondazione Nord Est per conto della Federazione degli Industriali del Veneto, e del quale in questo numero di N/E pubblichiamo parte dei risultati. Un'immagine ben diversa da quella rappresentata dai mass media, raccontata nei servizi degli inviati dei grandi quotidiani nazionali. Allo stereotipo dell'imprenditore ignorante, istupidito dall'eccesso di lavoro, chiuso nell'orizzonte ristretto della propria fabbrica, corrisponde nella realtà quella di un imprenditore sempre più colto, abituato a muoversi sui mercati internazionali, con una presenza femminile in aumento. Anche se parlare in generale di imprenditore, come se esistesse un modello comune, è fuorviante. Esiste una comune e diffusa pulsione ad autorealizzarsi. Più di un quarto della popolazione attiva del Nord Est (28,6%) è un imprenditore o un lavoratore autonomo. La percentuale più elevata nei paesi industrializzati (20%) e in Europa (15% circa). Ma ciò non basta per considerare gli imprenditori un mondo omogeneo al suo interno. Come si vedrà dalla lettura dei dati dell'Osservatorio, esiste una netta differenza fra il piccolo o meglio piccolissimo imprenditore del commercio, e l'industriale. Differenza di caratteristiche sociali e di atteggiamenti, di opinioni, di strategie operative, di bisogni. Questo è forse uno dei contributi più importanti dato dall'Osservatorio. Perché se è vero che la possibilità di fare un lavoro autonomo rappresenta un’aspirazione diffusa nell’immaginario collettivo della popolazione del Nord Est, è altrettanto vero che dobbiamo iniziare a distinguere fra imprenditore e imprenditore.

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