Indice
- I problemi del traffico aumentano. Le soluzioni per gestirlo no
- Il Nord Est, alla ricerca dei politici di professione
- Edmund Stoiber e la Baviera. Tra difesa delle tradizioni e sfide alla modernità
- Lavoro e immigrazione: le proposte degli imprenditori
- Il Nord Est di fronte al rallentamento dell'economia internazionale
- Qui diamo i numeri
Editoriale
Che tu possa vivere in tempi interessanti, dice un’antica massima cinese: solo che lì la usano come una maledizione. Non c’è dubbio alcuno che gli attuali tempi del Nord Est siano carichi di interesse; il problema è capire se e in quale misura si tratti di una maledizione. E soprattutto, attrezzarsi per viverli da protagonisti anziché rassegnarsi a subirli. E’ una questione che chiama in causa il tema scottante della rappresentanza, su cui il Nord Est da tempo è carente: e si vede, tanto più se si fa il raffronto con altre aree del Paese, cominciando da due di quelle confinanti e di opposto colore politico, l’Emilia - Romagna a sud e la Lombardia a ovest. Non è peraltro questione solo di classe politica, ma di classe dirigente in genere: cioè della capacità di esprimere alleanze trasversali tra politica e società su alcuni obiettivi primari e condivisi. Certo, su questo terreno il Nord Est sconta un vizio antico, che mette radici in una sostanziale estraneità (spinta in alcuni casi fino all’insofferenza) nei confronti di uno Stato avvertito come distante se non ostile: sentimenti da cui è nato quel “fai-da-te” che ha costituito una delle chiavi del successo del modello Nord Est, ma che in questa fase ne segnala il limite. Oggi, è fin troppo evidente che la dimensione globale e quella locale interagiscono a tutti i livelli, spingendo inevitabilmente verso forme di coordinamento e di cooperazione più orientate all’investimento nel futuro che alla capitalizzazione nel presente, vincendo le resistenze di quegli attori che preferirebbero di gran lunga rimanere iscritti in un contesto prevalentemente localista; e questo pone anche alle istituzioni locali l’esigenza di ritagliarsi un nuovo ruolo, come dimostra in particolare l’esperienza di molti sindaci, e ora anche dei cosiddetti governatori, cioè i presidenti di Regione. Per riuscire a tradurre in pratica queste spinte, occorre peraltro sapersi misurare, e saper superare, rilevanti problemi sistemici, dalle infrastrutture alla formazione, come ben sa sulla propria pelle proprio il Nord Est delle mille strozzature, di cui questo numero della Newsletter della Fondazione propone una serie di vistosi esempi. E ciò pone non meno rilevanti problemi di regolazione politica e di azione collettiva: con il risultato di far rientrare in campo, in una coscienza collettiva largamente narcotizzata su questo terreno, proprio la Politica. Con la maiuscola, appunto; e naturalmente con un ruolo del tutto diverso rispetto a quello cui l’avevano condotta le “worst practices” (traduzione: pratiche perverse) del passato.
| NL_2_2002.pdf | 204 K |


