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N. 2 Marzo-Aprile 2005

Indice

  • Il Nord Est cuore della "Middle UE"
    di Daniele Marini (Direttore Fondazione Nord Est)
  • Un Nord Est oltre
    di Marina Bertoncin e Andrea Pase (Dipartimento di Geografia Università degli Studi di Padova)
  • Dentro il Nord Ovest
    di Bruno Manghi (sociologo)
  • In Slovacchia nasce il distretto vicentino dell'elettromeccanica
    di Massimo Calearo (Presidente Associazione degli Industriali di Vicenza)
  • La via dell'Est: un sentiero ancora ricco di opportunità
    di Marco Tempestini (Presidente Unimpresa Romania)
  • Una strategia di alleanze territoriali per l'Est del Nord Est
    di Nadio Delai (Direttore Ermeneia)
  • Qui diamo i numeri!

Editoriale

di Auro Palomba

A Est del MiTo. Potrebbe essere lo slogan di questa Newsletter. Una serie di articoli con i quali si tenta di ridefinire un asse geografico che ruoti non più intorno a quello storico Milano (con Torino e Genova)-Roma. Ma un nuovo baricentro basato sul concetto di Middle Ue, che trova al proprio centro il Nord Est. Una sorta di Terza Italia allargata, per parafrasare Arnaldo Bagnasco, oppure di “altra Italia” che guarda a Est.

Un Paese che si va internazionalizzando sempre più e che, prima di inseguire la Cina, forse dovrebbe guardare vicino a casa, alla Romania, alla Slovacchia, come ci raccontano in queste pagine importanti imprenditori. E che dovrebbe cercare in questa direzione risposte alla crisi congiunturale che sta toccando in questi giorni forse il proprio apice, con evidenti crepe proprio in quel MiTo che ha tanta voglia di riorganizzarsi.

Il Nord Est, con tutti i difetti più volte elencati, ha permesso all’Italia di godere di un miracolo economico, quello degli anni ’90, che altrimenti sarebbe passato altrove. Ora è chiamato a un ulteriore sforzo, a un altro miracolo, perché è chiaro che è da questa regione che deve passare la nuova ripresa. Una regione non più ristretta ma allargata, che parte dalle Marche e che arriva nei Balcani, come correttamente segnalato da chi risponde ai nostri sondaggi. Una regione che chi ha la fortuna di frequentare segnala in grande fermento.

Fermarsi a guardare indietro oppure andare avanti. Questa è l’alternativa cui oggi si trovano di fronte i nostri imprenditori. E non vi è dubbio su quale scelta attueranno. Ma, in questa occasione, avranno bisogno di un incoraggiamento dalla politica, che dia finalmente una vidimazione a quello che già esiste e che non è ancora formalizzato. Il Paese che produce sa che c’è bisogno di fare sistema, di aggregarsi, fra simili e non, in Italia e nei Paesi vicini. La politica deve dunque imparare a guardare lontano, a non fermarsi a preservare rendite di posizione che pagheremo, e duramente, in futuro.

La Middle Ue potrebbe essere un terreno di messi. Sta a noi essere quelli che le raccoglieranno.

 

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