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N. 5 Settembre-Ottobre 2004

Indice

  • Il grande accordo è lontano
    di Bruno Manghi (sociologo)
  • Voglia di accordo
    di Giampaolo Pedron (Vice Direttore Generale Confindustria Veneto)
  • Autonomia e flessibilità delle imprese: le parole d'ordine di Confindustria
    di Alessandro Riello (Presidente Associazione degli Industriali di Verona)
  • La contrattazione territoriale: un possibile laboratorio di buone pratiche
    di Maurizio Sacconi (Sottosegretario Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali)
  • Meccanismi di contrattazione: la proposta della Cisl
    di Giorgio Santini (Segretario Confederale Cisl)
  • L'artigianato: antesignano della contrattazione decentrata
    di Giuseppe Sbalchiero (Presidente Associazione Artigiani di Vicenza)
  • Qui diamo i numeri!

Editoriale

di Auro Palomba

L’autunno freddo dell’economia lascerà posto a un autunno caldo per i rinnovi contrattuali? Sarà il gelo che finalmente si è impadronito delle nostre regioni, ma crediamo che in realtà in passato poche volte ci si sia avvicinati alla stagione della contrattazione, specie quella dei metalmeccanici, così sotto traccia. E, fateci caso, il termine autunno caldo non è ancora comparso sulle pagine dei nostri giornali.

Sarà forse che il Paese versa in una crisi congiunturale che sconsiglia scontri frontali, sarà che almeno due delle tre gambe che reggono il paese hanno capito che ora una guerra farebbe male a tutti. Fatto sta che sindacati e Confindustria stanno dando una grande dimostrazione di responsabilità, osservandosi con attenzione per cercare un accordo che tenga conto dello scenario economico presente e futuro.

Se si avesse la possibilità di chiedere a ognuna delle due parti che cosa realmente pensa, crediamo che gli imprenditori non farebbero fatica a confessare che hanno presenti le difficoltà dei salariati, e quindi dei loro dipendenti, a far quadrare i conti. Quella che i sociologi chiamano la crisi della quarta settimana, quando i consumi calano drasticamente, si sta rapidamente diffondendo interessando anche ceti fino a pochi mesi fa insospettabili. Da parte loro i sindacati conoscono i conti delle imprese, e vedono la loro reale difficoltà ad aumentare qualsiasi costo, in primis quello del personale. E’ all’interno di questo canovaccio che va trovata un’intesa. E, forse, per la soluzione occorrono aiuti esterni, di quella famosa terza gamba che non si è ancora ritarata rispetto alle prime due. La parola alla politica.

 

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