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Passante di Mestre

Il raccordo autostradale denominato “Passante di Mestre” è stato a lungo considerato l’opera simbolo del ritardo nell’adeguamento infrastrutturale del Nord Est. Inaugurato l’8 febbraio 2009, consente attualmente ai due tronconi dell’Autostrada A4, Milano-Venezia e Venezia Trieste, e alla A28 Venezia-Belluno di unirsi attraverso un tratto autostradale senza più andare ad impattare la Tangenziale di Mestre, da anni gravemente intasata da elevati volumi di traffico (tra 140 e 170 mila veicoli giornalieri) che ne hanno seriamente compromesso la percorribilità. Grazie al Passante, la tangenziale acquista una funzionalità nuova, legata primariamente alle necessità di comunicazione e spostamento dell’hinterland veneziano.

L’autostrada A4 è uno degli assi viari più importanti per l’economia italiana: unisce Torino, Milano, Padova e Trieste tagliando trasversalmente la Valle Padana, fa parte del Corridoio Paneuropeo 5 Lisbona-Kiev e collega alcune delle regioni italiane a maggiore densità industriale con i mercati dell’Europa centrale e orientale. Il Passante rappresenta il completamento della A4 Torino-Trieste, che nell’area veneziana di fatto si interrompeva, andando a riversare ingenti volumi di traffico leggero e pesante su una sezione stradale destinata anche al traffico dell’area urbana di Mestre. Condizioni in cui, peraltro, la Tangenziale quotidianamente riceveva in aggiunta il traffico proveniente dalle Strade Statali Miranese, Castellana e Terraglio.

Situazione, peraltro, non troppo dissimile da quanto avviene attualmente lungo la tangenziale di Milano. Il tratto serve infatti sia la viabilità del capoluogo lombardo, che il traffico proveniente dai due tronconi della A4 che lo attraversano, così come precedentemente avveniva sulla Tangenziale di Mestre.



Il Passante di Mestre misura complessivamente 32,3 chilometri e il suo tracciato si sviluppa tra i comuni di Dolo e di Quarto d’Altino, entrambi in provincia di Venezia. Tre sono le barriere di ingresso: la prima sul tratto della A4 Padova-Venezia, presso le località Pianiga/Mirano; la seconda sulla A27 Mestre-Belluno a Mogliano Veneto; la terza lungo la A4 Venezia-Trieste all’altezza di Quarto D’Altino. Tre sono i caselli di ingresso e uscita dal Passante: a Spinea, a Martellago/Scorzè e a Preganziol/Casale sul Sile. Nel momento dell’apertura del Passante risultava operativo solo il casello di Preganziol. L’apertura del casello di Spinea è attesa per giugno 2009, mentre quello di Martellago/Scorzè dovrebbe essere aperto solo nel 2010. L’inaugurazione di quest’ultimo è stata infatti posticipata rispetto alla tempistica originaria a causa di una modifica alla viabilità territoriale richiesta dagli enti locali, in relazione al sito di interesse comunitario di Salzano-Martellago, che ha comportato una variante di circa 4,5 km, pari al 15% del tracciato del Passante.

Lungo il percorso del Passante si attraversano 8 tratti in galleria (per una lunghezza di 646 metri), 4 viadotti in corrispondenza dei caselli di Spinea, di Scorzè, sulla ferrovia Mestre-Castelfranco e presso Salzano, 15 sovrappassi e 22 sottopassi.

Il tracciato dell’opera è compreso tra Roncoduro (Venezia) e Quarto d’Altino (Venezia), attraverso i comuni di Pianiga, Mirano, Mira, Spinea, Salzano, Martellago, Scorzè, Zero Branco, Mogliano Veneto, Preganziol e Casale sul Sile.

L’investimento complessivo per la realizzazione del Passante è stato di 986 milioni di euro, di cui 113 milioni a carico dello Stato e la quota rimanente ripartita tra Autovie Venete, Autostrade Spa, Autostrada Venezia-Padova. Gli espropri dei terreni su cui è stato realizzato il Passante sono stati circa 1200, per una superficie di 4 milioni di metri quadrati e una spesa di 200 milioni di euro. Grazie ad un accordo con le associazioni di categoria del mondo agricolo si è fissato il valore del terreno ad un valore tre volte superiore a quello del Vam (valore agricolo medio).

Per la realizzazione del Passante sono state coinvolte circa 200 imprese, con un numero di operai quotidianamente impegnati compreso tra 400 e 700 (tra i 6 e i 7 mila occupati invece nell’indotto).

Come effetto più importante dell’apertura del Passante si attende un considerevole calo del traffico sia sulla Tangenziale mestrina, che sulla viabilità complementare ad essa, con la SS13 (Terraglio) e la Castellana che dovrebbero registrare rispettivamente diminuzioni del 33% e del 28%. La Società Autostrada Venezia Padova stima che, grazie al Passante, nel 2010 la Tangenziale mestrina vedrà una diminuzione del 20% del flusso veicolare, con punte del 29%.

Nel frattempo, i dati sul traffico relativi alle prime settimane dall’apertura del Passante riportano il passaggio di 37 mila veicoli ogni giorno lungo la nuova infrastruttura, dei quali circa un terzo sono mezzi pesanti. Sulla Tangenziale di Mestre, dove nel 2008 la media era stata di 120 mila veicoli al giorno, durante il mese di marzo 2009 non è stata superata la cifra di 100 mila unità. Tale calo è avvenuto sebbene il Passante, privo ancora di due caselli e della viabilità complementare, veda le proprie capacità di utilizzo limitate rispetto alle potenzialità e alle attese. Secondo le stime, il Passante dovrebbe anfare a servire 53 mila veicoli al giorno, circa 17 mila in più di quelli di marzo 2009.

Secondo le previsioni del Commissario Governativo per il Passante di Mestre Silvano Vernizzi, il completamento del Passante consentirà una riduzione del traffico pesante sulla Tangenziale di Mestre di circa il 30%, portando il traffico totale dai 120 mila (con punte di 140 mila) veicoli giornalieri registrati nel 2008, agli 80 mila. Tale diminuzione dovrebbe riguardare in misura notevole i mezzi pesanti (nell’ordine delle 30 mila unità), i primi indicati tra coloro che dovrebbero optare per il Passante per l’attraversamento del nodo di Mestre. Il Passante risulta più lungo della Tangenziale di circa 6 chilometri, tuttavia la superiore velocità di percorrenza dovrebbe evitare il rischio che molti mezzi continuino a percorrere il vecchio raccordo come via di attraversamento. Per quanto riguarda invece la tariffa di pedaggio, sarà applicata la stessa su Passante e Tangenziale.



La società che gestisce il Passante di Mestre è denominata CAV (Concessioni Autostradali Venete Spa), società mista formata al 50% dall’Anas e dalla Regione Veneto, istituita il 1° marzo 2008 con un capitale societario di 2 milioni di euro. A partire da novembre 2009, la Cav andrà a gestire anche l’Autostrada Venezia–Padova e la Tangenziale di Mestre, per scadenza delle concessioni vigenti (con la Società delle Autostrade di Venezia e Padova per la Venezia-Padova, con Autostrade per l’Italia Spa, Autovie Venete e Autostrada Venezia-Padova per la Tangenziale di Mestre). Cav è inoltre responsabile anche della gestione delle opere complementari al Passante, comprese le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Il meccanismo della compartecipazione Anas Regione Veneto consentirà la destinazione di una parte degli utili di gestione del Passante a nuove opere viarie in Veneto. Secondo alcune stime, a partire dal 2010, quando oltre al Passante la Cav andrà a gestire l’Autostrada Venezia-Padova, gli introiti della società raggiungeranno livelli compresi tra i 30 e i 40 milioni di euro l’anno.

La Cav ha assunto direttamente gli oneri finanziari connessi al reperimento delle risorse finanziarie necessarie alla realizzazione del Passante, anche subentrando nei contratti stipulati direttamente dall’Anas. La Convenzione tra Anas e Cav è stata approvata con Decreto Interministeriale dai Ministri delle Infrastrutture e dell’Economia e la sua scadenza è stata fissata al 31 dicembre 2032.

L’incasso sarà impiegato in parte per pagare il mutuo creato per finanziare il Passante e in parte per finanziare nuove strade regionali.



Indispensabile corollario del Passante sono le opere di viabilità complementare, una serie di arterie di viabilità ordinaria, tangenziali e circonvallazioni, aventi lo scopo di alleggerire il traffico nei centri limitrofi al Passante e di facilitarne l’accesso. Lo stanziamento totale per la realizzazione di tali opere è di 103 milioni di euro, 81 finanziati dalla Regione Veneto e 22 dallo Stato.

Tali interventi sono stati suddivisi in due gruppi. Le opere di “fascia A” si configurano in 22 interventi per 42 chilometri complessivi, per i quali sono già state reperite le risorse. Per le opere di “fascia B” devono invece ancora essere individuasti i finanziamenti.

Per mitigare l’impatto ambientale del Passante, è stata prevista un’ampia riqualificazione paesaggistica lungo il percorso dell’opera. Il “Passante Verde”, come è stato definito l’intervento, avrà una lunghezza di circa 30 chilometri, tra i fiumi Brenta e Dese, toccando i comuni di Vetrego, Mirano, Spinea, Martellago e Maerne. Si tratta di colture arboree, siepi, corsi d’acqua e piste ciclopedonali, rientranti in un progetto elaborato nel 2004 dal Dipartimento di Architettura e Ingegneria dell’Università di Padova.

Il piano dà corso ad un accordo tra Regione Veneto e Coldiretti (in rappresentanza delle imprese agricole proprietarie dei territori attraversati dal Passante) che prevedeva un vasto intervento di mitigazione ambientale in cambio della procedura di espropri che avrebbe interessato di lì a breve l’area di attraversamento del Passante. Il piano di intervento dovrebbe prendere il via nell’autunno 2009, per un investimento complessivo di 28 milioni di euro, più due milioni all’anno per la manutenzione. Per il finanziamento sono stati ipotizzati l’accesso ai fondi comunitari europei riservati alle reti ecologiche, oppure l’aumento di dieci centesimi dei pedaggi.



La storia precedente

La necessità di un intervento infrastrutturale in quest’area venne individuata già all’inizio degli anni ’80 e ha progressivamente assunto il carattere di urgenza una volta che gli scambi e le relazioni commerciali tra l’Italia e l’Europa centro orientale si sono intensificati notevolmente dopo il 1989, come conseguenza dell’apertura del Paesi del blocco ex comunista.

Nonostante i successivi tentativi di ampliamento, la tangenziale mestrina non era in grado di assumere una funzione per la quale non era mai stata concepita: recepire e convogliare il traffico di veicoli leggeri e pesanti che interessavano direttamente la zona di Mestre, come anche quelli provenienti dai tronconi autostradali.

Il Passante è stato inserito già nel 1990 nel Piano strategico dei Trasporti della Regione Veneto. Da notare che in tale piano era stato avanzata una previsione che nel tempo è stata ampiamente superata dalla realtà: la saturazione della Tangenziale di Mestre sarebbe arrivata solo nel 2010, con un numero di veicoli intorno ai 110 mila.

A metà degli anni Novanta, le società autostradali Venezia-Padova e Autovie Venete hanno trasformato le corsie di emergenza in una terza corsia di marcia, rendendo più scorrevole il transito ma non riuscendo a produrre una soluzione che fosse in grado di risolvere i disagi nel medio, lungo termine.

A partire dal 2000 fu contemplata anche l’opzione di realizzare a Mestre un by-pass sotterraneo al posto del Passante. La possibilità di costruire un tunnel è stata successivamente accantonata quando si è deciso di procedere con un passante autostradale. Tuttavia, nel momento in cui dovessero partire i lavori per la Nuova Romea Commerciale, il tunnel tornerebbe un’opzione possibile, in quanto in caso contrario il traffico della Romea potrebbe riversarsi interamente sulla tangenziale mestrina.

Il Passante è stata la prima grande opera inserita nella Legge Obiettivo, norma introdotta nel 2001 con lo scopo di semplificare le procedure di autorizzazione per le infrastrutture di valore strategico. E’ stata altresì la prima ad essere realizzata con la formula del “general contractor”, che in questo caso è stata la società di progetto “Passante di Mestre”, società per azioni nata con 50 milioni di euro di capitale che si è occupata della progettazione e della realizzazione del tracciato autostradale.

Capofila e mandataria della società che ha realizzato l’opera, la Passante di Mestre S.C.p.A. è stata la milanese Impregilo (con il 42% del capitale). Del consorzio hanno poi fatto parte la Grandi Lavori Finconsit, Fip Industriale, Cooperativa Muratori e Cementisti C.M.C., Consorzio Cooperative Costruzioni, Consorzio Veneto Cooperativo, Serenissima Costruzioni.

La formula delineata dalla Legge Obiettivo prevede una sinergie tra imprese private e Stato, sul modello di quanto è stato sinora seguito per i lavori dell’Alta velocità, che consente di affidare al general contractor alcune delle funzioni che erano prerogativa esclusiva dell’Amministrazione committente.

Il contratto per la realizzazione dell’opera è stato stipulato il 30 aprile 2004. L’approvazione del progetto definitivo è arrivata il 20 settembre dello stesso anno, mentre i lavori sono partiti l’11 novembre del 2004 con il primo lotto incantierato presso il collegamento con la A27 nel comune di Quarto d’Altino. Il 1° marzo 2008 il Presidente della Regione Veneto Galan, il Ministro delle Infrastrutture Di Pietro e il Presidente dell’Anas Pietro Ciucci hanno costituito la società mista Regione – Anas per la gestione del Passante di Mestre, della Tangenziale di Mestre e dell’Autostrada Venezia-Padova.

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