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Pedemontana veneta

I lavori per la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta dovrebbero partire nel corso del 2011. Sono infatti iniziate nel dicembre 2010 le procedure per l’esproprio dei terreni agricoli in provincia di Vicenza interessati dal passaggio dell’opera. Si procederà per lotti in modo da chiudere le pratiche di esproprio entro due anni e di vedere l’opera avanzare per gradi. Secondo Sis, il consorzio italo-spagnolo che si è aggiudicato la concessione per la progettazione, realizzazione e gestione dell’opera, i lavori potrebbero essere ultimati entro il 2015.

La Superstrada Pedemontana Veneta è destinata a servire l’area a maggiore concentrazione industriale del Nord Est tra le province di Vicenza e Treviso. Andrà a costituire un’alternativa rispetto all’Autostrada A4, collegando la stessa A4 con la A27 Venezia-Belluno, tra Montecchio Maggiore (Vicenza) e Spresiano (Treviso), per una lunghezza di poco più di 90 chilometri.

Nella procedura relativa agli espropri sono state coinvolte in tutto 2850 aziende agricole. Per i terreni si prevede il pagamento di un prezzo triplo rispetto a quello agricolo medio. Dovrebbero in tal modo essere ridotti al minimo gli eventuali ricorsi al Tar dei proprietari insoddisfatti.

Nel contesto delle possibili conflittualità legate all’assegnazione della concessione all’associazione temporanea d’impresa Sis, è atteso un pronunciamento del Tar del Lazio rispetto al più recente ricorso presentato dal gruppo Impregilo, contro l'assegnazione dei lavori al consorzio italo-spagnolo. Quest’ultimo si è infatti aggiudicato la concessione per la Pedemontana Veneta al termine di un lungo contenzioso in sede di giustizia amministrativa che l’ha vista prevalere sulla cordata guidata da Impregilo. Al di là dell’esito finale, tuttavia, i lavori non dovrebbero rimanere bloccati.

La Pedemontana Veneta si svilupperà tra Spresiano nel Trevigiano e Montecchio Maggiore nel Vicentino, collegando località come Thiene, Bassano del Grappa e Montebelluna. L'autostrada sarà lunga in tutto 94,5 chilometri, più 53 chilometri di viabilità complementare. E’ prevista la costruzione di un casello ogni 5,5 chilometri circa. L'ultimo tratto ad essere realizzato sarà quello in provincia di Treviso, dove gli espropri non partiranno prima della fine del 2011.



Il 30 giugno del 2009, la Regione Veneto ha affidato la concessione per la progettazione, realizzazione e gestione della superstrada a pedaggio all’associazione temporanea di imprese spagnola Sis Scpa e Itinere Infraestructuras Sa. Successivamente alla delibera della Giunta regionale, il Governo italiano ha proceduto alla nomina di un Commissario straordinario ad hoc, in modo da rendere più rapida la procedura di realizzazione della Pedemontana Veneta e facendo seguito a una richiesta in tal senso della Regione Veneto. L’incarico è stato affidato a Silvano Vernizzi, già Commissario straordinario per il Passante di Mestre.

Il 21 ottobre 2009 il consorzio Sis ha ufficialmente firmato il contratto per la concessione della Superstrada Pedemontana Veneta. Per novembre 2009 è atteso il progetto esecutivo dell’infrastruttura, tappa conclusiva dell’iter progettuale, così da consentire l’apertura dei cantieri entro la primavera del 2010. Il completamento della Superstrada richiederà circa 5 anni.

L’affidamento dell’opera è avvenuta dopo che il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del consorzio spagnolo Sis contro la precedente assegnazione dell’appalto all’Ati guidata da Impregilo Spa (società mandataria) e da Pedemontana Veneta Spa (società proponente l’infrastruttura). Il pronunciamento del Consiglio di Stato ha infatti comportato la revoca della delibera con cui, nel dicembre 2007, la Giunta regionale aveva assegnato la concessione per la Pedemontana alla cordata guidata da Impregilo Spa.

L’aggiudicazione dell’opera dovrebbe essere finalmente definitiva, in quanto, nell’ottobre 2009, il Consiglio di Stato ha respinto il nuovo ricorso che, facendo seguito all’ultima sentenza pronunciata in favore di Sis, era stato presentato dal gruppo guidato da Impregilo. Tuttavia, sulla data di inizio dei lavori di realizzazione pende ancora un ricorso presentato dalla cordata di Impregilo, questa volta di fronte al Tar del Lazio, che chiede la revoca del contratto firmato il 21 ottobre e la sospensione cautelare di ogni attività.

In base alla concessione, il costo totale della Superstrada Pedemontana Veneta, compresi gli oneri finanziari e gestionali, è previsto ammontare a 2 miliardi e 391 milioni di euro, mentre il costo della sola opera viaria è di 1 miliardo e 400 milioni di euro. L’affidamento è avvenuto in project financing, il meccanismo attraverso cui il soggetto proponente assume l’onere della realizzazione e della gestione dell’opera, in cambio degli utili che deriveranno dalla riscossione dei pedaggi.

I lavori dovrebbero vedere la conclusione nell’arco di 56 mesi dal momento dell’apertura dei cantieri, ma la Regione prevede la graduale apertura di porzioni di tracciato, mano a mano che saranno completate. La concessione avrà la durata di 39 anni e prevede in favore del consorzio che si è aggiudicato la gara un contributo regionale in conto capitale di 173.671.875 euro e un eventuale contributo pubblico in conto esercizio di 7.266.787 euro, a scadenza semestrale, per 30 anni dal momento dell’entrata in esercizio dell’infrastruttura, qualora i volumi traffico di risultassero inferiori alle attese.

Sis Scpa è nata come consorzio stabile nel giugno 2003 e ha sede a Torino. Suoi azionisti sono la Sacyr Sa, impresa di costruzioni del gruppo spagnolo Sacyr Vallehermoso, al 60%. Il restante 40% del consorzio è formato dalle imprese italiane Inc General Contractor Spa e Sipal Spa, entrambe appartenenti al gruppo italiano Fininc Spa. Itinere Infraestructuras Sa, già controllata da Sacyr Valehermoso, è stata ceduta al fondo Citi Infrastructure Partners del gruppo Citigroup alla fine del 2008.

Per quanto riguarda i territori direttamente coinvolti dal passaggio dell’infrastruttura, il piano approvato dalla Giunta regionale prevede l’esenzione per 12 anni dal pedaggio per l’attraversamento della superstrada in favore degli utenti la cui residenza si trovi entro 21 km dallo svincolo di accesso, con eventuale, progressivo adeguamento della tariffa fino a raggiungere il livello ordinario dopo 21 anni dall’entrata in esercizio. Secondo le stime della Regione, saranno interessati dagli espropri dei terreni di attraversamento circa duemila soggetti, per i quali sono stati messi a disposizione 180 milioni di euro

La Superstrada avrà una lunghezza di 94 km e 900 metri, con 9 viadotti e 15 km di tunnel e sarà costituita da due corsie per senso di marcia, oltre alla corsia d’emergenza. Lungo il tracciato sono previsti 18 svincoli e altri 53 km di bretelle e strade complementari (tangenziali, adduzioni ai caselli, migliorie della viabilità). 32 sono i comuni che saranno attraversati dall’infrastruttura, 12 in provincia di Treviso e 20 in quella di Vicenza. Secondo le stime, il volume di traffico si attesterà sui 45 mila veicoli giornalieri. Per il pagamento del pedaggio, la Superstrada prevede l’utilizzo del sistema “Newtonpass”, grazie al quale una tessera magnetica viene letta da speciali apparecchiature poste alle porte dei vari svincoli.

L’Associazione temporanea d’imprese che aveva inizialmente ottenuto l’appalto per la Superstrada Pedemontana Veneta nel dicembre 2007 era costituita da Impregilo Spa, (società mandataria dell’opera) Pedemontana Veneta Spa (società promotrice), Autostrada Bs-Vr-Vi-Pd Spa (di cui Pedemontana Veneta Spa è una controllata), Autostrade per l’Italia Spa, Autovie Venete Spa, Grandi Lavori Fincosit Spa, Impresa Costruzioni G. Maltauro Spa, Rizzani de Eccher Spa, Carron Cav. Angelo Spa, Consorzio Cooperative Costruttori, Impresa Ing. E. Mantovani Spa, Intercantieri Vittadello Spa, Serenissima Costruzioni Spa.

La concessione era stata affidata al consorzio italiano dopo che quest’ultimo aveva pareggiato l’offerta fatta pervenire dall’associazione temporanea d’impresa spagnola Sis (Sacis con Itinera Infraestructuras). Quest’ultima, pervenuta alla Commissione giudicatrice della Regione nel maggio 2007, era stata valutata la migliore da un punto di vista tecnico come anche economico-finanziario. Essa garantiva infatti una riduzione del 25% (circa 70 milioni di euro) sul contributo in conto capitale fornito dalla Regione Veneto, rispetto alla precedente offerta formulata dalla società proponente Pedemontana Veneta Spa.

A parità d’offerta, Pedemontana Veneta Spa aveva potuto esercitare il proprio diritto di prelazione in quanto società proponente dell’infrastruttura. Subito dopo l’affidamento della concessione all’Ati italiana, il consorzio spagnolo ha però presentato ricorso al Tar del Veneto contestando le modalità dell’esercizio del diritto di prelazione da parte dell’Ati italiana.



La storia precedente

La necessità di un’infrastruttura che percorra l’asse pedemontano ha progressivamente assunto i connotati di un’emergenza a causa della rapida crescita dei volumi di traffico lungo l’autostrada A4 e, in generale, lungo le altre vie stradali dell’area compresa tra le province di Treviso e Vicenza. Inserita nel contesto nel Corridoio paneuropeo V, la Pedemontana Veneta consentirebbe (una volta completato anche l’ultimo lotto della autostrada A28 che collega la A4 a Portogruaro con la A27 presso Conegliano) la chiusura di un ideale anello che racchiude l’intera area centrale veneta, interessando in particolare la valle dell’Agno, tra Montecchio Maggiore e Castelgomberto, e della zona pedemontana veneta tra Malo e Bassano del Grappa in provincia di Vicenza e tra S.Zenone degli Ezzelini, Montebelluna e Spresiano in provincia di Treviso.

L’opera è stata inclusa nell’Accordo quadro sottoscritto da Governo e Giunta regionale del Veneto nell’agosto 1997. Con la successiva Finanziaria del 1999 il Parlamento ha deciso lo stanziamento di 40 miliardi di lire per 15 anni (circa 470 miliardi di lire attualizzati, ovvero 242,77 milioni di euro). Nella medesima disposizione era contenuta la conversione, poi avvenuta con la legge finanziaria 2001, dalla originaria ipotesi di realizzare un’autostrada, all’attuale opzione di attrezzare una superstrada a pedaggio. Un ulteriore accordo Stato-Regione, stipulato il 9 agosto 2001, ha poi assegnato la competenza sulla realizzazione della Spv alla Regione Veneto.

Nel dicembre 2002 la Regione Veneto ha mandato in gara la proposta presentata dalla società Pedemontana Veneta Spa, nata nello stesso anno e composta da Autostrade per l’Italia, Autostrada Brescia-Padova, Autovie Venete, Banca Antonveneta, Unicredit e San Paolo, per la realizzazione della superstrada. Il percorso in questa fase era limitato al tratto compreso tra la A31, all’altezza del casello di Dueville (Vi), e la A27, all’altezza del casello Treviso Nord, su un arco di circa 64 chilometri.

La realizzazione e gestione del tratto ovest della Pedemontana, Thiene-Montebello, era stata attribuita direttamente, senza alcuna gara, alla società Autostrada Brescia-Padova. Contro tale procedura di affidamento il Commissario europeo al mercato interno Frits Bolkestein ha avviato una procedura di infrazione.

Sul tratto est, Spresiano-Dueville, il cronoprogramma iniziale prevedeva l’inizio dei lavori per il luglio 2004 e l’entrata in esercizio per l’inizio del 2008. I termini sono tuttavia stati ampiamente disattesi, anche a causa di ricorsi presentati in sede di giustizia amministrativa che hanno annullato la gara indetta dalla Regione. Pedemontana Veneta Spa ha presentato una nuova proposta nel dicembre 2003 che andava questa volta a coprire l’attuale tracciato di 95 km da Spresiano a Montecchio Maggiore. La Giunta regionale ha proceduto indicendo una gara aperta ad altri concorrenti europei, che dovevano presentare i propri progetti entro il 28 aprile 2004.

Alla scadenza prevista, non è pervenuta alcuna proposta alternativa e, in base alle norme che disciplinano la finanza di progetto, nel dicembre 2004 la Giunta regionale veneta ha riconosciuto il pubblico interesse della proposta preliminare presentata da Pedemontana Veneta Spa, che ha ottenuto la qualifica di promotore dell’infrastruttura.

Nel 2005 Pedemontana Veneta Spa ha cambiato fisionomia con il passaggio di mano di 1500 azioni e l’ingresso nel capitale azionario di Impregilo, del Consorzio Cps (imprese e progettisti dove figurano numerose società tra cui la Carron, la Maltauro, Rizzani De Eccher, Mantovani, Studio Altieri), di Fin.Opi e di Adria Infrastrutture. In seguito a tali ingressi il capitale della società è divenuto a maggioranza privato.

Nell’agosto 2005, la Regione Veneto, in qualità di soggetto aggiudicatore, ha trasmesso il progetto (corredato dello Studio di impatto ambientale redatto dal promotore) al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministero dell’Ambiente, al Ministero dei Beni culturali e alle Province interessate.

Nel novembre 2005 la Commissione regionale di Valutazione di impatto ambientale (VIA) ha dato parere favorevole, seppure con alcune prescrizioni, al progetto preliminare presentato dalla società Pedemontana Veneta Spa. Il parere in questione è stato poi trasmesso al Ministero dell'Ambiente.

Nel marzo 2006 sono arrivate le approvazioni contenenti alcune raccomandazioni e prescizioni da parte del Ministero dell’Ambiente. Durante lo stesso mese, anche il Cipe ha comunicato il proprio parere favorevole rispetto al progetto preliminare, per un costo di 1.989.688 milioni di euro. Alla Regione Veneto, in quanto soggetto aggiudicatore, veniva contestualmente richiesto di affidare l’opera in concessione mediante gara.

Nell’ottobre 2006 La regione Veneto ha inviato alla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il bando di gara di project financing per la progettazione, la costruzione e la gestione della Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta per un investimento pari a 2.155.048 milioni di euro (Iva esclusa), come indicato dal soggetto promotore.

Per quanto riguarda la gara, oltre al promotore Pedemontana Veneta Spa, hanno avanzato la propria candidatura due associazioni temporanee d'impresa - Ati – di cui facevano parte due colossi spagnoli del settore. La prima cordata, Cintra-Merloni-Ferrovial, comprendeva appunto Cintra, società spagnola tra i leader mondiali nella gestione delle infrastrutture, Merloni Finanziaria e un'altra società spagnola, la Ferrovial, specializzata nelle tecnologie per lo scavo di gallerie.

La seconda Ati in gara era Sis-Sacyr-Itinere, comprendente Sacyr Vallehermoso, colosso spagnolo del settore delle costruzioni, e Itinere Infraestructuras, società iberica che si occupa di concessioni autostradali. Questo consorzio operava peraltro già da alcuni anni in Italia sulla Salerno-Reggio Calabria, in Piemonte e a Palermo.

Nel dicembre 2007 la Giunta regionale veneta ha infine assegnato la concessione per la progettazione, realizzazione e gestione dell’opera alla cordata guidata da Impregilo Spa e Pedemontana Veneta Spa. Quest’ultima aveva infatti pareggiato l’offerta presentata nei mesi precedenti dal consorzio spagnolo Sis-Sacyr-Itinere, l’unica delle due Ati avversarie ancora rimaste in gara.

Ciò è stato possibile grazie al diritto di prelazione a capo dell’ati italiana, consorzio proponente dell’infrastruttura. Esso ha consentito l’aggiudicazione dell’opera presentando un’offerta che pareggiava quella già avanzata dal consorzio avversario Sis.

Nei mesi successivi, l’interpretazione fornita di tale diritto di prelazione è divenuta oggetto di una serie di ricorsi e controricorsi di fronte agli organismi della giustizia amministrativa tra i due consorzi che si contendevano la concessione.

I primi ricorsi presentati dinanzi al Tar del Veneto e al Tar del Lazio avevano visto confermata l’assegnazione della concessione alla cordata proponente guidata da Impresilo, già stabilita dalla Regione Veneto nel dicembre 2007. Nel mese di giugno 2009, il Consiglio di Stato ha infine ammesso il ricorso di Sis.

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