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Pedemontana veneta
08/09/2008

 

La Superstrada Pedemontana Veneta, infrastruttura di valore strategico per il traffico su gomma sulla direttrice Est-Ovest, è stata inserita nel Piano regionale dei Trasporti già nel 1990. Destinata a servire l’area a maggiore concentrazione industriale del Nord Est, andrà a costituire un’alternativa rispetto alla Autostrada A4, oggi unica direttrice stradale su questo asse, che registra livelli di traffico in costante crescita. La Superstrada collegherà l’autostrada A4 nei pressi di Montecchio Maggiore (Vicenza) alla A27 nelle vicinanze di Spresiano (Treviso), coprendo una lunghezza di quasi 95 chilometri.

Secondo quanto deliberato dalla Giunta regionale del Veneto nel dicembre 2007, la concessione per la progettazione, realizzazione e gestione della Superstrada è stata affidata all’Associazione Temporanea d’Imprese (Ati) costituita da Impregilo Spa, (società mandataria dell’opera) Pedemontana Veneta Spa (società promotrice), Autostrada Bs-Vr-Vi-Pd Spa (di cui Pedemontana Veneta Spa è una controllata), Autostrade per l’Italia Spa, Autovie Venete Spa, Grandi Lavori Fincosit Spa, Impresa Costruzioni G. Maltauro Spa, Rizzani de Eccher Spa, Carron Cav. Angelo Spa, Consorzio Cooperative Costruttori, Impresa Ing. E. Mantovani Spa, Intercantieri Vittadello Spa, Serenissima Costruzioni Spa. Entro la fine del 2008, il consorzio vincitore dovrà presentare il progetto definitivo per la Superstrada e, secondo le stime della Regione, i primi cantieri saranno aperti nel marzo 2009.

In base alla concessione, il costo totale dell’infrastruttura, compresi gli oneri finanziari e gestionali, è previsto ammontare a 2 miliardi e 391 milioni di euro, mentre il costo dell’opera viaria è di 1 miliardo e 400 milioni di euro. L’affidamento è avvenuto in project financing, il meccanismo attraverso cui il soggetto proponente assume l’onere della realizzazione e della gestione dell’opera, in cambio degli utili che deriveranno dalla riscossione dei pedaggi.

I lavori dovrebbero vedere la conclusione nell’arco di 56 mesi dal momento dell’apertura dei cantieri, ma la Regione prevede la graduale apertura di porzioni di tracciato, mano a mano che saranno completate. La concessione avrà la durata di 39 anni e prevede in favore del consorzio che si è aggiudicato la gara un contributo regionale in conto capitale di 173.671.875 euro e un eventuale contributo pubblico in conto esercizio di 7.266.787 euro, a scadenza semestrale, per 30 anni dal momento dell’entrata in esercizio dell’infrastruttura, qualora i volumi traffico di risultassero inferiori alle attese.

Per quanto riguarda i territori direttamente coinvolti dal passaggio dell’infrastruttura, il piano approvato dalla Giunta regionale prevede l’esenzione per 12 anni dal pedaggio per l’attraversamento della superstrada in favore degli utenti la cui residenza si trovi entro 21 km dallo svincolo di accesso, con eventuale, progressivo adeguamento della tariffa fino a raggiungere il livello ordinario dopo 21 anni dall’entrata in esercizio. Secondo le stime della Regione, saranno interessati dagli espropri dei terreni di attraversamento circa duemila soggetti, per i quali sono stati messi a disposizione 180 milioni di euro

La Superstrada avrà una lunghezza di 94 km e 900 metri, con 9 viadotti e 15 km di tunnel e sarà costituita da due corsie per senso di marcia, oltre alla corsia d’emergenza. Lungo il tracciato sono previsti 18 svincoli e altri 53 km di bretelle e strade complementari (tangenziali, adduzioni ai caselli, migliorie della viabilità). 32 sono i comuni che saranno attraversati dall’infrastruttura, 12 in provincia di Treviso e 20 in quella di Vicenza. Secondo le stime, il volume di traffico si attesterà sui 45 mila veicoli giornalieri. Per il pagamento del pedaggio, la Superstrada prevede l’utilizzo del sistema “Newtonpass”, grazie al quale una tessera magnetica viene letta da speciali apparecchiature poste alle porte dei vari svincoli.

La concessione è stata affidata al consorzio italiano dopo che quest’ultimo ha pareggiato l’offerta fatta pervenire dall’associazione temporanea d’impresa spagnola Sys (Sacis con Itinera Infrastructures). Quest’ultima, pervenuta alla Commissione giudicatrice della Regione entro il termine del maggio 2007, era stata valutata la migliore da un punto di vista tecnico come anche economico finanziario. Essa garantiva una riduzione del 25% (circa 70 milioni di euro) sul contributo in conto capitale fornito dalla Regione Veneto, rispetto alla precedente offerta formulata dalla società proponente Pedemontana Veneta Spa.

A parità d’offerta, Pedemontana Veneta Spa ha potuto esercitare il proprio diritto di prelazione in quanto società proponente dell’infrastruttura. Successivamente alla concessione, il consorzio spagnolo ha presentato ricorso al Tar del Veneto nei confronti del diritto di prelazione esercitato dall’Ati italiana in quanto soggetto proponente. Secondo la Regione, tuttavia, l’esito non dovrebbe ritardare ulteriormente l’apertura dei cantieri.

 

 

La storia precedente

 

La necessità di un’infrastruttura che percorra l’asse pedemontano ha progressivamente assunto i connotati di un’emergenza a causa della rapida crescita dei volumi di traffico lungo l’autostrada A4 e, in generale, lungo le altre vie stradali dell’area compresa tra le province di Treviso e Vicenza. Inserita nel contesto nel Corridoio paneuropeo V, la Pedemontana Veneta consentirebbe (una volta completato anche l’ultimo lotto della autostrada A28 che collega la A4 a Portogruaro con la A27 presso Conegliano) la chiusura di un ideale anello che racchiude l’intera area centrale veneta, interessando in particolare la valle dell’Agno, tra Montecchio Maggiore e Castelgomberto, e della zona pedemontana veneta tra Malo e Bassano del Grappa in provincia di Vicenza e tra S.Zenone degli Ezzelini, Montebelluna e Spresiano in provincia di Treviso.

L’opera è stata inclusa nell’Accordo quadro sottoscritto da Governo e Giunta regionale del Veneto nell’agosto 1997. Con la successiva Finanziaria del 1999 il Parlamento ha deciso lo stanziamento di 40 miliardi di lire per 15 anni (circa 470 miliardi di lire attualizzati, ovvero 242,77 milioni di euro). Nella medesima disposizione era contenuta la conversione, poi avvenuta con la legge finanziaria 2001, dalla originaria ipotesi di realizzare un’autostrada, all’attuale opzione di attrezzare una superstrada a pedaggio. Un ulteriore accordo Stato-Regione, stipulato il 9 agosto 2001, ha poi assegnato la competenza sulla realizzazione della Spv alla Regione Veneto, che con la propria legge finanziaria 2002 ha integrato i fondi pubblici con un fondo di 61,97 milioni di euro.

Nel dicembre 2002 la Regione Veneto ha mandato in gara la proposta presentata dalla società Pedemontana Veneta Spa, nata nello stesso anno e composta da Autostrade per l’Italia, Autostrada Brescia-Padova, Autovie Venete, Banca Antonveneta, Unicredit e San Paolo, per la realizzazione della superstrada. Il percorso in questa fase era limitato al tratto compreso tra la A31, all’altezza del casello di Dueville (Vi), e la A27, all’altezza del casello Treviso Nord, su un arco di circa 64 chilometri.

La realizzazione e gestione del tratto ovest della Pedemontana, Thiene-Montebello, era stata attribuita direttamente, senza alcuna gara, alla società Autostrada Brescia-Padova. Contro tale procedura di affidamento il Commissario europeo al mercato interno Frits Bolkestein ha avviato una procedura di infrazione.

Sul tratto est, Spresiano-Dueville, il cronoprogramma iniziale prevedeva l’inizio dei lavori per il luglio 2004 e l’entrata in esercizio per l’inizio del 2008. I termini sono tuttavia stati ampiamente disattesi, anche a causa di ricorsi presentati in sede di giustizia amministrativa che hanno annullato la gara indetta dalla Regione. Pedemontana Veneta Spa ha presentato una nuova proposta nel dicembre 2003 che andava questa volta a coprire l’attuale tracciato di 95 km da Spresiano a Montecchio Maggiore. Tale proposta permetteva di uscire dall’impasse burocratico e non si prestava ad alcuna critica da parte dell’Unione Europea. La Giunta regionale ha infatti proceduto indicendo una gara aperta ad eventuali altri concorrenti europei, che dovevano presentare i propri progetti entro il 28 aprile 2004.

Alla scadenza prevista, non è pervenuta alcuna proposta alternativa e in base alle norme che disciplinano la finanza di progetto per interventi infrastrutturali strategici, la Regione aveva a propria disposizione 90 giorni per esprimere la propria valutazione, per poi passare al riconoscimento del pubblico interesse dell'opera e all'avvio della fase di approvazione del progetto preliminare. Nel dicembre 2004, la Giunta regionale ha dunque riconosciuto con apposita delibera il pubblico interesse della proposta presentata da Pedemontana Veneta Spa, che ha ottenuto la qualifica di promotore dell’infrastruttura.

Nel 2005 Pedemontana Veneta Spa ha cambiato fisionomia con il passaggio di mano di 1500 azioni e l’ingresso nel capitale azionario di Impregilo, del Consorzio Cps (imprese e progettisti dove figurano numerose società tra cui la Carron, la Maltauro, Rizzani De Eccher, Mantovani, Studio Altieri), di Fin.Opi e di Adria Infrastrutture. In seguito a tali ingressi il capitale della società è divenuto a maggioranza privato.

Nell’agosto 2005, la Regione Veneto, in qualità di soggetto aggiudicatore, ha trasmesso il progetto (corredato dello Studio di impatto ambientale redatto dal promotore) al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministero dell’Ambiente, al Ministero dei Beni culturali e alle Province interessate.

Nel novembre 2005 la Commissione regionale di Valutazione di impatto ambientale (VIA) ha dato parere favorevole, seppure con alcune prescrizioni, al progetto preliminare presentato dalla società Pedemontana Veneta Spa. Il parere in questione è stato poi trasmesso al Ministero dell'Ambiente. Da segnalare, peraltro, che l'8 dicembre 2005 la Commissione nazionale di VIA ha chiesto chiarimenti alla Regione, in particolare sulla doppia variante di Riese. La Regione ha risposto il 5 gennaio 2006, replicando a ben 22 osservazioni poste al progetto preliminare.

Nel marzo 2006 sono arrivate le approvazioni (contenenti alcune raccomandazioni e prescizioni) da parte del Ministero dell’Ambiente, con riferimento al parere espresso dalla Commissione Speciale di Via, e del Ministero dei Beni culturali. Durante lo stesso mese, anche il Cipe ha comunicato il proprio parere favorevole rispetto al progetto preliminare della Superstrada, per un costo di 1.989.688 milioni di euro. Alla Regione Veneto, in quanto soggetto aggiudicatore, veniva contestualmente richiesto di affidare l’opera in concessione mediante gara da esperire sulla base del progetto preliminare e relativo piano economico finanziario.

Nell’ottobre 2006 La regione Veneto ha inviato alla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il bando di gara di project financing per la progettazione, la costruzione e la gestione della Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta per un investimento pari a 2.155.048 milioni di euro (Iva esclusa), come indicato dal soggetto promotore.

Per quanto riguarda la gara, oltre al promotore Pedemontana Veneta Spa, hanno avanzato la propria candidatura due associazioni temporanee d'impresa - Ati – di cui facevano parte due colossi spagnoli del settore. La prima cordata, Cintra-Merloni-Ferrovial, comprendeva appunto Cintra, società spagnola tra i leader mondiali nella gestione delle infrastrutture, Merloni Finanziaria e un'altra società spagnola, la Ferrovial, specializzata nelle tecnologie per lo scavo di gallerie.

La seconda Ati in gara era Sis-Sacyr-Itinere, comprendente Sacyr Vallehermoso, colosso spagnolo del settore delle costruzioni, e Itinere Infrastructures, società iberica che si occupa di concessioni autostradali. Questo consorzio operava peraltro già da alcuni anni in Italia sulla Salerno-Reggio Calabria, in Piemonte e a Palermo.