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Pensare avanti. IV edizione del Meeting delle nuove classi dirigenti del Nordest

di Flavio Albanese, Paolo Baratta, Gabriella Belli, Sandro Bondi, Sandro Boscaini, Loris Casadei, Lionello D'Agostini, Ambrogio Dalla Rovere, Ferruccio de Borotoli, Cesare De Michelis, Dino De Poli, Francesco Della Porta, Antonio Finotti, Carlo Fratta Pasini, Giancarlo Galan, Paolo Gubitta, Francesco Jori, Mario Marangoni, Daniele Marini, Silvia Oliva, Massimo Paniccia, Roberto Papetti, Claudio Pasqualetto, Giuseppe Perrone, Alessandra Pivato, Paolo Possamai, Giovanni Ravidà, Pierluigi Sacco, Pierlugi Sacco, Ugo Savoia, Cristiano Seganfreddo, Giuliano Segre, Catterina Seia, Roberto Siagri, Andrea Tomat, Gianluca Vigne, Filiberto Zovico
IL NORDEST CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA

Il Nordest perse la sua occasione ventanni fa, quanto ritardi culturali frenarono il progetto dell'Expo di Venezia. Forse era troppo presto, forse lo sguardo di una parte della classe dirigente di allora era tropo lungo e quello di un'altra parte troppo corto, forse il modello su cui si basava e la centralità attribuita allora a Venezia non teneva sufficientemente conto che l'area stava sviluppando i suoi punti di forza lungo un'asse che scendeva dal Trentino, passava per Verona, e si sviluppava lungo tutto la pedemontana che da Vicenza corre fino a Treviso, e poi su fino a Belluno, Pordenone, Udine, terminando in quella Trieste porta della nuova mitteleuropa.

Oggi il Nordest ha maggiore coscienza di sè, e, utilizzando lo strumento dei grandi eventi che si è dimostrato estremamente efficace per il rilancio di altre grandi aree (da Genova al Piemonte, da Napoli a Milano), può pensare di preparare il suo rilancio. I calendari europei rendono credibile la candidatura del Nordest a Capitale Europea della Cultura nel 2019. Il Meeting delle nuove classi dirigenti del Nordest è l'occasione per sviluppare questa riflessione e per verificare la necessaria convergenza tra mondo imprenditoriale, istituzioni, reti della vita culturale di queste tre regioni.

L'approdo alla candidatura a Capitale Europea della Cultura permetterebbe di esaltare le potenzialità della media impresa globalizzata, di costruire un nesso tra questa ed i processi creativi che stanno alla base della sua forza e capacità competitiva, di costruire l'ambiente adatto per attrarre i talenti e per organizzare le funzioni di servizio necessarie al suo sviluppo, di avviare e completare quel sistema infrastrutturale, a partire dall'alta velocità alla metropolitana, che possono mettere in rete i diversi quartieri e permettere al Nordest, di diventare metropoli vera e pienamente consapevole del suo ruolo.

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