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Piano Finanziario

Autovie Venete Spa
 


Il Piano finanziario datato 14 settembre 2002, fondamento della concessione estesa fino al 31 marzo 2017, rappresenta in modo puntuale le esigenze espresse dagli azionisti e dagli utenti di Autovie Venete.

E' prevista la realizzazione della terza corsia sul tratto della A4 Venezia-Trieste compreso tra San Donà di Piave e Sistiana per un investimento complessivo di 589 milioni di euro. L'ampliamento della rete autostradale avverrà, oltre che con la terza corsia, anche con la gestione del Passante di Mestre a partire dal 2008, con la Pedemontana Veneta, la riqualificazione della confluenza della A27 nella A4, la conclusione dell'Autostrada A28 Portogruaro-Conegliano e la trasformazione in autostrada della Gorizia-Villesse. All'interno del piano finanziario di Autovie Venete non rientra più la realizzazione del Passante di Mestre, i cui oneri sono stati assunti direttamente dall'Anas.

La Giunta Regionale del Friuli-Venezia Giulia, azionista di maggioranza di Autovie Venete, ha proposto una ulteriore ridefinizione delle linee strategiche della società. In particolare, la Giunta ritiene opportuno riconsiderare gli investimenti e varare un nuovo piano finanziario, che includa alcuni interventi non previsti dal documento elaborato nel 2002. Assoluta priorità dovrebbe essere assegnata ai tratti autostradali del Corridoio 5 previsti oltre i confini nazionali, in particolare alla Maribor-Pince (confine sloveno-ungherese). Inoltre, la società dovrebbe sostenere anche ulteriori progetti di carattere infrastrutturale nelle aree dell'Europa centro-orientale e dei Balcani.

Per quanto riguarda la copertura del nuovo piano finanziario, essa verrebbe realizzata grazie alle quattro fonti già previste nel documento del 2002 (uso della liquidità aziendale, aumento delle tariffe, ricorso al debito e aumento di capitale), ma soprattutto attraverso la smobilizzazione di alcune partecipazioni ritenute non più strategiche. Si tratta, segnatamente, delle partecipazioni oggi detenute da Autovie nella società Autostrada Venezia-Padova, in Newco Nuova Romea e in Pedemontana Veneta Spa.

La società ha deciso di individuare un advisor in grado di accompagnarla nella definizione del proprio assetto finanziario futuro. Allo stato attuale, secondo le dichiarazione del Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Riccardo Illy, è da ritenere infondata qualsiasi ipotesi di aumento di capitale o di indebitamento o di uso di altre risorse finanziarie.

Aggiornamenti

Giorgio Santuz, presidente della società Autovie Venete, che ha in gestione il tratto compreso fra Venezia e Trieste della A4, ha lanciato di recente (cfr. La Nuova Venezia del 6 giugno) un accorato grido di allarme dinanzi alla situazione di paralisi che questa arteria – dati alla mano – rischia di conoscere di qui a pochi anni. Al punto che, mentre ancora si discute della realizzazione della terza corsia di marcia, è già tempo di prendere in considerazione l’ipotesi di realizzarne una quarta.

L’appello di Santuz non è dettato solo da considerazioni di natura strategica, ma è ben suffragato dai dati statistici disponibili in materia di traffico, tempi di percorrenza e incidentalità.

In conseguenza del continuo incremento dell’interscambio commerciale fra il Nord Est e i Paesi dell’Europa centro-orientale, il traffico pesante sulla Venezia-Trieste è cresciuto del 56,5% negli ultimi dieci anni, con un balzo di 6 punti percentuali nel corso del solo 2006. I dati relativi al primo trimestre del 2007 confermano tali tendenze, con un ulteriore aumento del traffico pesante del 10% rispetto all’analogo intervallo di tempo dello scorso anno. Qualora questi trend proseguano, è presumibile che di qui ai prossimi 6-7 anni si assista ad un sostanziale raddoppio del numero di camion che ogni anno percorrono la Venezia-Trieste, in una o nell’altra direzione.

Un ulteriore segnale di una situazione che va deteriorandosi è offerto dai dati relativi alle code registrate lungo i singoli tratti della A4 e – segnatamente – nella sezione compresa tra Venezia Est e il Terraglio, ove è stata raggiunta la cifra record di 2.342 ore di coda, quasi esclusivamente determinate da una situazione di paralisi dovuta ad un traffico insostenibile.

L’incremento esponenziale dei mezzi pesanti in transito, poi, ha determinato pure l’innalzamento del numero di incidenti, in cui sono assai sovente coinvolti camion e tir guidati da cittadini stranieri (73,4% dei casi). La società Autovie Venete ha tentato di porre un primo rimedio mediante l’introduzione del divieto di sorpasso lungo diversi tratti della A4 e facendo rispettare, in modo severo, i limiti di velocità.

Queste soluzioni, tuttavia, sono solo un tampone nell’attesa che si renda disponibile la terza corsia di marcia, il cui iter appare peraltro ancora lungo e abbastanza tortuoso. Autovie Venete, infatti, dispone di tutte le autorizzazioni del caso per la realizzazione del solo tratto compreso fra Quarto d’Altino e San Donà di Piave, un intervento peraltro già incluso nel piano finanziario della società. La commissione ministeriale cui spetta l’affidamento del progetto è al lavoro e se ne attende la delibera, per poi passare alla progettazione definitiva, che richiederà altri 6 mesi. Di conseguenza, è verosimile che il progetto finale possa essere trasmesso a Roma – per le opportune valutazioni da parte di Anas, Ministero delle Infrastrutture, Cipe e Conferenza dei Servizi – nella tarda primavera del 2008. Questa fase di analisi e valutazione durerà quantomeno un anno, dopo di che sarà possibile indire la gara di appalto (per un lasso di tempo di ulteriori 3-4 mesi). I cantieri, quindi, non potranno essere aperti prima del 2010 e il completamento dei lavori richiederà altri 3 anni. La terza corsia lungo il tratto Quarto d’Altino-San Donà non sarà pronta prima del 2014.

Ancor più complessa è la situazione del tratto che conduce sino a Trieste, dal momento che un pronunciamento del Cipe stabilisce la necessità di affiancare la terza corsia della A4 alla nuova linea ferroviaria ad alta velocità. Autovie Venete, quindi, nella propria opera di progettazione, dovrebbe tenere conto anche dello spazio necessario a far correre la linea TAV, con una conseguente ulteriore spesa di 300 milioni di € la cui copertura non è garantita né dal Governo né dalle Ferrovie dello Stato. Senza contare, poi, che della Venezia-Ronchi dei Legionari-Trieste non esiste ancora neppure una ipotesi condivisa di tracciato.

In questo scenario generale si inserisce pure la discussione con Anas, già in corso da tempo, del nuovo piano finanziario di Autovie Venete. Una bozza preparata già nel 2004 stabilisce un piano di investimenti dell’ordine di 1,6 miliardi di € ed esclude che le spese per l’affiancamento della terza corsia alla TAV possano essere fatte ricadere su Autovie Venete. Di più, già nel 1999 la società friulana aveva proposto all’Anas di procedere alla realizzazione della terza corsia di marcia lungo l’intero tratto di propria competenza dell’autostrada A4, ma quest’opera fu ritenuta allora non necessaria.

E mentre il traffico cresce in modo inarrestabile – nel 2006 sono transitati attraverso la Venezia-Trieste quasi 40 milioni di veicoli – unitamente alle ore trascorse in coda e al numero degli incidenti, iniziare a concepire una quarta corsia per senso di marcia non suona affatto risibile o fuori luogo. Pena la paralisi quotidiana e totale.

Il 4 luglio 2007 si è tenuta una importante riunione fra il Ministro delle Infrastrutture Di Pietro, l'Anas, RFI e Autovie Venete, al fine di sbloccare la progettazione della terza corsia lungo il tratto San Donà di Piave-Trieste della A4. Il ministro Di Pietro ha dichiarato che entro la fine del mese sarà sottoscritta una nuova convenzione fra Anas e Autovie, nella quale saranno comprese anche le tratte autostradali interessate dal nuovo piano finanziario di Autovie.

La riunione del 4 luglio ha definitivamente sciolto la questione dell'affiancamento, o meno, della linea TAV alla A4 nel tratto Mestre-Trieste. Questa vicinanza era stata inizialmente prevista per sfruttare la cosiddetta fascia di rispetto e non andare a toccare altre opere pubbliche e private sul territorio. Le decisioni assunte nella riunione citata hanno dato ragione alle istanze della Regione Veneto: non ci sarà affiancamento della linea TAV alla A4 in Veneto - e cioè da San Donà a San Michele al Tagliamento. In Friuli Venezia Giulia, invece, l'affiancamento ci sarà fra San Michele e Gonars e non fra Gonars e Villesse.

Il ministro attende ora il parere delle due regioni interessate quando la nuova convenzione sarà discussa dal Cipe. Da ultimo, Di Pietro ha escluso di nominare un commissario straordinario, come richiesto da Veneto e Friuli Venezia Giulia, demandando ora alle due regioni in oggetto la definitiva risoluzione della vicenda.

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