In una realtà, come quella italiana, dominata dal trasporto su gomma, il ruolo della modalità ferroviaria non può che essere limitato e concentrato su alcune specifiche nicchie di traffico.
Infatti, mentre il trasporto su rotaia copre in generale dal 10 al 15 % del totale, esistono alcuni segmenti in cui questo settore ha rivestito negli ultimi anni una funzione ben più significativa e tendenzialmente in crescita: trasporto ad alta velocità sulla medio/lunga distanza, trasporto pendolare verso le principali città metropolitane, trasporto merci intermodale compresa l’autostrada viaggiante.
Per quanto riguarda in particolare il trasporto delle merci, gli anni più recenti ci hanno fatto assistere ad una profonda trasformazione del servizio offerto, con la progressiva drastica riduzione del trasporto a collettame e a carro diffuso a favore di quello a “treno completo”.
Questa scelta organizzativa ha consentito al trasporto su rotaia di mantenere la propria quota di mercato, ed anzi di aumentarle per quanto riguarda il traffico internazionale, nonostante la drastica riduzione del personale in servizio presso le Ferrovie dello Stato.
Ma l’orientamento dell’Unione Europea, che con proprie direttive ha introdotto regole per avviare forme di concorrenza tra imprese anche nel settore del trasporto merci su rotaia, fa presagire che nei prossimi anni consuetudini stratificate nel tempo verranno stravolte e l’offerta di servizio ferroviario diverrà molto più efficiente e competitiva.
Da questo punto di vista l’Italia si è mossa con decisione, suddividendo, come richiesto dalla Unione Europea, il soggetto titolare della rete (RFI) da colui che svolge il servizio (TRENITALIA, nelle sue tre divisioni: PASSEGGERI, REGIONALE e CARGO).
Questi presupposti generali stanno già dando dei primi risultati concreti: operatori ferroviari regionali hanno deciso di estendere i propri servizi oltre i confini della rete di competenza (Ferrovie Nord Milano, Ferrovie Emilia Romagna, nel Veneto: Sistemi Territoriali ex Ferrovia Mestre - Adria); sono sorte le prime compagnie ferroviarie private (RTC - soprattutto sull’asse del Brennero, Del Fungo Giera - a partire dai porti del medio Tirreno); reti estere hanno chiesto di operare autonomamente in Italia (le prime sono state le Ferrovie Federali Svizzere attraverso Swiss Rail Cargo Italy, ma al tema sono interessati austriaci, tedeschi, sloveni).
Ci troviamo, pertanto, di fronte ad una vera e propria rivoluzione nell’offerta di servizio ferroviario merci, che risulterà molto più concorrenziale, soprattutto sulle lunghe tratte internazionali (attraverso l’interoperatività e l’utilizzo di locomotive policorrente) e in materia di “terminalizzazione” del trasporto in ambito locale.
In questa prospettiva, da estendere in un futuro più lontano anche al trasporto passeggeri, il trasporto ferroviario potrà assumere un ruolo molto più incisivo, ferma restando l’insostituibilità dell’autotrasporto nel servizio all’economia diffusa.
Si sta aprendo per il trasporto ferroviario, italiano ed anche veneto, un nuovo scenario, nel quale anche le Ferrovie dello Stato, finalmente risanate sotto l’aspetto organizzativo e finanziario, potranno riprendere nuovo slancio, specializzandosi nei servizi per i quali sono più versati e allargando a loro volta la propria offerta all’intero territorio dell’Unione Europea.
La società RFI, Rete Ferroviaria Italiana Spa, è stata costituita il 1° luglio 2001 nell’ambito del processo di riorganizzazione delle Ferrovie dello Stato avviato per rispondere alle direttive comunitarie in materia. La società RFI è controllata al 100% da Ferrovie dello Stato.
Nell’ambito di FS, RFI ha il compito di gestire l’infrastruttura ferroviaria sulla base dell’Atto di concessione e dl contratto che ne regola i rapporti con l’autorità statale. La società ha quindi in gestione una rete di lunghezza complessiva pari a 16.200 km, di cui i due terzi sono elettrificati, oltre a 2.700 stazioni passeggeri 479 impianti per il trattamento delle merci. A questi dati bisogna aggiungere anche le gallerie, i ponti, i viadotti e gli elettrodotti, che pure sono tutti gestiti da RFI.
In qualità di gestore dell’infrastruttura ferroviaria, RFI ha il compito di garantire il coordinamento e la sicurezza della circolazione sull’intera rete gestita, lo sviluppo di adeguate tecnologie sia nei sistemi che nei materiali impiegati e la piena utilizzabilità ed efficienza delle linee e delle infrastrutture ferroviarie. Alla luce delle direttive europee in materia, RFI ha inoltre il compito di promuovere l’integrazione e la cooperazione con i gestori delle infrastrutture ferroviarie anche degli altri paesi membri dell’Unione Europea. In quanto gestore dell’infrastruttura, RFI ha anche il compito di commercializzare le tracce orarie disponibili per quelle imprese di trasporto che siano in possesso di apposita licenza e certificato di sicurezza.


