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Scheda Paese

Superficie: 163.610 kmq

Popolazione: 10,276 milioni (stima luglio 2007)

Forma di governo: Repubblica

Prodotto interno lordo: 91,04 miliardi di dollari (stima 2006)

Tasso di crescita reale: 5,2% (stima 2006)

PIL pro capite: 8.900 $ (stima 2006); il 7,4% della popolazione, secondo stime del 2005, vive sotto la soglia di povertà

Ripartizione del PIL per settori: agricoltura 12,8%, industria 31%, servizi 56,2% (stima 2006)

Tasso di inflazione: 4,6% (stima 2006)

Tasso di disoccupazione: 13,9% (stima 2006)

Debito estero: 18,37 miliardi di dollari (stima 2006)

Principali partner commerciali:
  • export: Francia (28,8%), Italia (20,3%), Germania (8,5%), Spagna (6%), Libia (4,9%), Stati Uniti (4%); valore assoluto dell’export: 11,61 miliardi di dollari (stima 2006); 
  • import: Francia (25%), Italia (21,9%), Germania (9,4%), Spagna (4,7%); valore assoluto dell’import: 13,89 miliardi di dollari (stima 2006)
Dotazione infrastrutturale:

  • ferrovie: 2.153 km, di cui solo 65 elettrificati
  • strade: 19.232 km, di cui oltre 12 mila asfaltati; le autostrade hanno una lunghezza complessiva pari a 262 km;
  • vie fluviali: assenti
  • pipelines : gasdotti 2.945 km, oleodotti 1.227 km, 351 km per altri prodotti della raffinazione; porti principali: Tunisi, Sousse, Biserta, Gabes, Goletta
  • aeroporti principali: Tunisi

Profilo economico generale
La Tunisia presenta oggi una struttura economica piuttosto diversificata, fondata sui settori agricolo, minerario, manifatturiero e sul turismo. Il controllo dello Stato sulle attività economiche ha conosciuto un progressivo ridimensionamento nel corso dell’ultimo decennio, ma rimane ancora forte. Nello stesso periodo sono proseguite le privatizzazioni, la struttura fiscale è stata semplificata e le politiche economiche intraprese non hanno accresciuto il livello del debito. Le politiche sociali del governo sono riuscite a migliorare nel complesso le condizioni di vita della popolazione rispetto a quelle del resto della regione nordafricana. Nel 2002, il tasso di crescita reale dell’economia è rallentato fino all’1,9%, il livello più basso degli ultimi quindici anni, soprattutto a causa della siccità e dell’opaca performance del turismo. Tra 2003 e 2005, invece, la crescita ha registrato una media del 5 % annuo, anche grazie all’aumento delle precipitazioni piovose. La Tunisia sta gradualmente rimuovendo le sue barriere al commercio, soprattutto con l’Unione europea. La dipendenza dell’economia tunisina dagli scambi con l’estero è notevole se si considera che esportazioni e importazioni pesano rispettivamente per il 30 e il 40 % sul PIL. L’80% dell’interscambio avviene con l’Unione europea, con la quale già dal 2001 è stato avviato l’abbattimento delle tariffe, in base all’Accordo di associazione. Secondo quanto riporta l’FMI, l’obiettivo della Tunisia di raggiungere il livello economico dei paesi della fascia inferiore dell’Ocse è più vicino. Il reddito pro capite è aumentato di circa il 20% dal 2000 al 2006, mentre il tasso di disoccupazione continua ad abbassarsi, in un quadro di tenuta degli equilibri macroeconomici. Tuttavia, la Tunisia dovrebbe ulteriormente accelerare il processo delle riforme e crescere a un ritmo del 6 % annuo fino al 2010. Per conseguire questo trend, il governo ha messo in programma il rafforzamento degli investimenti nel settore manifatturiero, la creazione di nuove industrie ad alto valore di conoscenza, la modernizzazione dell’agricoltura, la crescita delle infrastrutture, il rafforzamento del settore finanziario, la riforma della burocrazia.

Fonte: The World Factbook CIA (www.cia.gov), The Economist (www.economist.com), Istituto per il Commercio estero (www.ice.gov.it)


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