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Scheda Paese

Superficie:  77.474 km
Popolazione: 7.379.339
Forma di governo: Repubblica di Serbia
Prodotto interno Lordo: 80,34 milioni di $ (stima 2008)
Tasso di crescita reale: 5,4% (stima 2007)
Moneta corrente: dinaro serbo
PIL pro capite: 10.800 milioni di $ (stima 2008)
Ripartizione del PIL per settori: agricoltura 12,3%, industria 24,2%, servizi 63,5% (stima 2007)
Tasso d’inflazione: 6,8% (stima 2007)
Tasso di disoccupazione: 18,8 % (stima 2007)
Debito estero: 26,24 miliardi di dollari (stima 2007)
Dotazione infrastrutturale:
-    ferrovie: 3.379 km
-    strade: 36.875 km
-    vie fluviali interne: 587 Km
-    aeroporti: Belgrado
-    gasdotti: 1.921 km

La disorganizzazione dell'economia nell'era Milosevic, un lungo periodo di sanzioni economiche internazionali e i danni alle infrastrutture hanno portato la Serbia ad avere un’economia di dimensioni dimezzate rispetto a quelle del 1990.
Dopo l'estromissione dell'allora Presidente della Federazione yugoslava Slobodan Milosevic nel settembre 2000, la DOS (opposizione democratica serba), la coalizione di partiti che gli è succeduta al governo del paese, ha predisposto misure di stabilizzazione dell’economia e avviato un programma di riforme del mercato.
Dopo aver rinnovato l’associazione al Fondo Monetario Internazionale nel dicembre 2000, la Yugoslavia ha continuato la propria reintegrazione nella comunità internazionale riunendosi alla Banca Mondiale e alla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS).
Nel Giugno 2001 si è tenuta una conferenza di paesi donatori, sotto l’egida della Banca Mondiale e della Commissione Europea, che ha raccolto 1,3 miliardi di dollari per la ristrutturazione economica.
Nel Novenbre 2001, il Club di Parigi si è accordato per rinegoziare i 4,5 miliardi di dollari di debito pubblico e nello stesso contesto è stato anche deciso un taglio del 66% del debito stesso.
Nel luglio 2004, il Club dei Creditori privati di Londra ha estinto 1,7 miliardi di dollari di debito, lasciandolo alla meta del totale.
Belgrado ha compiuto alcuni progressi nella liberalizzazione del commercio e ha organizzato ristrutturazioni e privatizzazioni che hanno coinvolto le telecomunicazioni e il sistema delle piccole e medie imprese.
Sul piano del processo di adesione all’Unione Europea, i passi compiuti sono esitanti, nonostante la firma degli Accordi di Stabilizzazione e Associazione con Bruxelles nel maggio 2008.
La Serbia sta anche cercando di diventare un membro dell’Organizzazione mondiale del Commercio. Sul piano della gestione economica del presente, disoccupazione e debito corrente restano problemi economici e politici irrisolti.
L’Italia si colloca al terzo posto nel valore dell’interscambio di merci con la Serbia, subito dopo Russia e Germania (2,2 miliardi di euro di interscambio nel 2008, con un saldo positivo di 700 milioni in favore dell’Italia).


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