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Scheda Paese

Superficie: 9.984.670 Kmq

Popolazione: 33.487.208

Forma di governo: Democrazia parlamentare, ad ordinamento federale. Fa parte del Commonwealth.

Prodotto interno lordo: 1.300 miliardi di $ (stima 2008)

Tasso di crescita reale: 0,4% (stima 2008)

PIL pro capite: 39.100 $ (stima 2008)

Ripartizione del PIL per settori: agricoltura 2% ; industria 28,4% ; servizi 69,6% (stima 2008)

Tasso di inflazione: 2,4 % (stima Gennaio 2009)

Tasso di disoccupazione: 6,2 % (stima 2008)

Debito estero: 762,2 milioni di $ (stima 31 Dicembre 2008)

Riserve in valuta estera e oro: 43,87 milioni di $ (stima 2008)

Principali partner commerciali:

-    export: Stati Uniti 77,7% ; Gran Bretagna 2,7% ; Giappone 2,3% (stima 2008)

-    import: Stati Uniti 52,4% ; Cina 9,8% ; Messico 4,1% (stima 2008)


Dotazione infrastrutturale:

-    ferrovie: 46.688 km

-    strade: 1.042.300 km, di cui 398,6 mila asfaltati, 17 mila di autostrade e 626.700 non asfaltati

-    vie fluviali: 636 km

-    gasdotti: petrolio greggio e raffinato 23.564 km, petrolio liquefatto e gas 74.980 Km (stima 2006)

-    porti: Fraser River Port, Halifax, Hamilton, Montreal, Port-Cartier, Quebec City, Saint John (New Brunswick), Sept-Isles, Vancouver


L’economia del Canada rispecchia molto l’economia degli Stati Uniti quanto a standard di vita della popolazione, liberalizzazione dell’economia, orientamento al mercato e per l’elevato livello tecnologico della sua produzione industriale.
Dalla Seconda Guerra Mondiale, l’impressionante crescita dei settori manifatturiero, minerario e dei servizi, ha portato la nazione da una economia in gran parte rurale, ad una principalmente industriale e ad un alto grado di urbanizzazione.
Gli Accordi FTA (Free Trade Agreement), siglato nel 1989 con gli Stati Uniti, e successivamente il più noto NAFTA (North American Free Trade Agreement) firmato nel 1994 (che comprende anche il Messico), hanno provocato un forte aumento degli scambi e un elevato grado di integrazione economica con i Paesi della regione, ma soprattutto con gli Stati Uniti.
Il Canada è in così divenuto il principale partner commerciale degli Stati Uniti, che coprono quasi l'80% delle esportazioni canadesi di ogni anno, consentendogli di realizzare un importante surplus commerciale.
Il Canada è il più grande fornitore estero di energia degli Stati Uniti, soprattutto da petrolio, gas naturale, uranio, o direttamente, attraverso l’esportazione di energia elettrica. Grazie alle sue ingenti risorse naturali, ad una forza lavoro qualificata e ad una moderna gestione del capitale finanziario, il Canada ha goduto di una costante e solida crescita economica. Inoltre, la prudente gestione delle politiche fiscali ha prodotto bilanci pubblici in equilibrio dal 1997 al 2007.
Nel 2008, la crescita è fortemente rallentata come risultato della crisi economica globale, del crollo del mercato immobiliare negli Stati Uniti, del forte calo della domanda di automobili e della caduta dei prezzi mondiali delle materie prime. Anche le finanze pubbliche, sono destinate a peggiorare per la prima volta in un decennio.
Per la prima volta dal 1976 la bilancia commerciale canadese ha fatto registrare un saldo negativo nel mese di dicembre 2008 pari a 458 milioni di Dollari canadesi, dovuto al netto calo delle esportazioni verso gli Stati Uniti.
Le esportazioni canadesi di prodotti agricoli energetici, legname e manifatturieri sono infatti in continua diminuzione a causa del calo della domanda estera.
La riduzione delle entrate reali, la minore fiducia dei consumatori e le maggiori difficoltà per accedere al credito influenzano negativamente anche la domanda interna, da sempre uno degli elementi trainanti dell’economia canadese.
Le condizioni di credito a livello mondiale hanno ulteriormente frenato gli affari e gli investimenti sul mercato immobiliare, nonostante le pratiche conservatrici nel campo dei prestiti e il forte livello di capitalizzazione che hanno reso le principali banche Canadesi tra le più stabili del mondo.
La Bank of Canada, in linea con le misure adottate dalle altre Banche Centrali, ha attuato diversi tagli al tasso di sconto portandolo a gennaio 2009 al 1% (minimo storico registrato in questo Paese).
La flessione del mercato immobiliare americano ha determinato la contrazione delle esportazioni di legname e di materiali da costruzione.
L’Italia è il decimo Paese per valore delle merci esportate in Canada. Tra 2006 e 2007 il valore delle esportazioni italiane in Canada è cresciuto del 3%.
Per quanto riguarda l’import, l’Italia si colloca al dodicesimo posto tra i paesi che importano più merci dal Canada. Questa voce è cresciuta del 27% ed hanno riguardato principalmente i metalli e i prodotti in metallo (23,1%), carta e prodotti di carta, stampa ed editoria (14,4%) e prodotti dell’agricoltura (13,7%).
L’export italiano è composto principalmente dai settori agroalimentare (15,7% del totale) e macchine e apparecchi meccanici (23,5% del totale). Per quanto riguarda le vendite di prodotti agroalimentari italiani, il vino rappresenta il prodotto più importante.
L’interscambio commerciale tra i due paesi, nel periodo 2001-2007, è rimasto pressoché stabile con un saldo costantemente positivo per l’Italia.


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