Superficie: 16.995.800 kmq
Popolazione: 141.378.000 (stima 2007)
Forma di governo: Federazione; il territorio è diviso in 21 Repubbliche, 47 Regioni (oblast), 6 Distretti autonomi (okrug), 8 Regioni di confine (kray), 2 Città federali, 1 Regione autonoma.
Prodotto interno lordo: 1.746 miliardi di $ (stima 2006)
Tasso di crescita reale: 6.7% (stima 2006)
PIL pro capite: 12.200$ (stima 2006)
Ripartizione del PIL per settori: agricoltura 5.3%; industria 36,6%: servizi 58,2% (stima 2006)
Tasso di inflazione: 9,8% (stima 2006)
Tasso di disoccupazione: 6,6% (stima 2006)
Debito estero: 287,4 miliardi di $ (stima 2006)
Riserve in valuta estera e oro: 314,5 miliardi di $ (stima 2006)
Principali partner commerciali:
- export: Olanda 12,3%; Italia 8,6%; Germania 8,4%; Cina 5,4%; Ucraina 5,1%; Turchia 4,9%; Svizzera 4,1%; valore complessivo dell’export: 317,6 miliardi di $ (stima 2006);
- import: Germania 13,9%; Cina 9,7%; Ucraina 7%; Giappone 5,9%; Corea del Sud 5,1%; Stati Uniti 4,8%; Francia 4,4%; Italia 4,3%; valore complessivo dell’import: 171,5 miliardi di $ (stima 2006);
Dotazione infrastrutturale:
- ferrovie: 87.157 km, di cui 40300 elettrificati; oltre a questi 30 mila km servono le zone industriali;
- strade: 871 mila km, di cui 738 mila km asfaltati e 29 mila km di autostrade;
- vie fluviali interne: 102 mila km;
- pipelines : gasdotti 156.285 km; gas condensato 122 km; oleodotti 72.283 km; prodotti di raffineria 13.658 km;
- porti : San Pietroburgo, Murmansk, Nakhodka, Novorossiysk, Rostov sul Don;
- aeroporti principali: Mosca, San Pietroburgo.
Profilo economico generale: la Russia ha concluso il 2006 segnando il suo ottavo anno di crescita consecutivo dopo la crisi finanziaria del 1998, con una media del 6,7% annuo. Sebbene in un primo momento tale crescita sia stata sostenuta soprattutto dall’elevato prezzo del petrolio e dallo scarso valore del rublo, dal 2003 la domanda interna e gli investimenti hanno giocato un ruolo sempre più importante. Negli ultimi cinque anni, mediamente, gli investimenti a capitale fisso sono cresciuti del 10% all’anno e i redditi personali del 12 %. Nello stesso periodo, il tasso di povertà è sceso stabilmente e il numero di appartenenti alla classe media ha continuato ad espandersi. Dopo il 1998, è migliorata anche la situazione finanziaria: il bilancio dello stato ha realizzato una serie di attivi dal 2001, concludendo il 2006 con attivo di bilancio corrispondente al 9% del PIL. Per anni la Russia ha usato il fondo di stabilizzazione basato sulla tassazione del petrolio per pagare ai paesi del Club di Parigi e al Fondo Monetario Internazionale il debito sovrano accumulato durante l’era sovietica. Il debito estero è sceso fino al 39% del PIL, soprattutto a causa del calo del debito dello stato, per quanto il debito commerciale verso i paesi stranieri sia invece aumentato. I proventi delle esportazioni di greggio hanno consentito una crescita del valore delle riserve in valuta estera da 12 miliardi di dollari nel 1999, a 315 miliardi alla fine del 2006, la terza quota più elevata al mondo. Durante la prima amministrazione guidata da Vladimir Putin, sono state portate avanti importanti riforme nel fisco, nel settore bancario, nel mercato del lavoro e per quanto concerne le leggi sulla terra. Grazie ad esse è cresciuta la fiducia degli investitori sulle prospettive dell’economia russa, portando il livello degli investimenti diretti esteri da 14,6 miliardi di dollari nel 2005 a una stima di 30 miliardi per il 2006. Il Pil è aumentato del 6,6% nel 2006, mentre l’inflazione è rimasta sotto il 10% per la prima volta negli ultimi 10 anni. La crescita è stata provocata sia dalla positiva performance dei servizi e dei beni destinati al mercato interno che dai settori dell’estrazione e dell’esportazione di petrolio e di minerali. La Russia sembra vicina all’ingresso nell’Organizzazione Mondiale del Commercio, ha siglato con gli Stati Uniti un accordo di accesso bilaterale al mercato e le sue grandi aziende sono impegnate in processi di fusione e acquisizione a livello globale in settori strategici come gas, petrolio, metalli e telecomunicazioni. Le riforme che si sono susseguite dal 2000 hanno semplificato il sistema fiscale riducendo il numero di tasse e gli oneri a carico delle imprese. E’ stata introdotta un’aliquota unica sul reddito personale al 13% ed è stato semplificato il sistema di contribuzione. La tassazione sul reddito delle imprese è scesa dal 35% al 24% all’inizio del 2002. Nel 2004 l’Iva è calata dal 20 al 18% ed è stata anche eliminata un’imposta regionale del 5% praticata sulle vendite.
Tuttavia, nonostante i buoni risultati dell’economia, permangono ancora problemi seri. Il fatto che gas, petrolio, metalli e legname pesino per più dell’80% sulle esportazioni e per più del 32% sulle entrate dello stato espone il paese a rischi dovuti alle fluttuazioni dei prezzi di questi beni sul mercato internazionale. Il settore manifatturiero non si è mai risollevato dallo sfacelo dell’era post sovietica e necessita di essere modernizzato affinché il paese riesca a proseguire con una crescita diffusa e sostenuta. L’apprezzamento del 20% del rublo realizzato tra il 2005 e il 2006 ha diminuito la capacità di attrarre nuovi investimenti. Il sistema bancario, nonostante sia cresciuto e abbia aumentato i prestiti ai proprio clienti, è ancora di dimensioni ridotte rispetto ai settori bancari dei nuovi partner di mercato della Russia. Inoltre, le incertezze politiche in vista delle nuove elezioni presidenziali, la corruzione e la diffusa mancanza di fiducia verso le istituzioni continuano a scoraggiare un clima più favorevole verso gli investimenti sia a livello interno che internazionale. La Russia è un paese in cui la presenza del governo nella gestione dell’economia è molto forte: tra il 2002 e il 2005 è aumentata del 17% e nel solo 2005 dell’11%. Il presidente Putin ha peraltro garantito più potere alle forze del suo governo che vogliono riaffermare il controllo dello stato sull’economia. Oltre a ciò, la Russia ha compiuto scarsi progressi nello stabilire un’effettiva certezza del diritto e permangono di conseguenza numerosi problemi per completare la transizione a una moderna economia di mercato. Il governo ha promesso di adeguare la legislazione russa sulla tutela della proprietà intellettuale agli standard richiesti dal WTO, ma l’applicazione in questo ambito di nuove norme rimane problematica. Una certa preoccupazione desta anche una certa tendenza autoritaria nella gestione del potere: la Russia è un insieme di territori molto diversi tra loro per livello di sviluppo e il Presidente Putin ha lavorato per portare sotto il controllo di Mosca le regioni periferiche, abolendo l’elezione diretta dei governatori locali. In un tale quadro, la dipendenza dal potere personale dell’attuale presidente risulta una potenziale fonte di instabilità. E’ probabile che Putin rispetterà il veto costituzionale di una terza rielezione consecutiva alla presidenza. Il suo successore proverrà verosimilmente da una ristretta cerchia di suoi fedelissimi, in modo che non ci siano marcate discontinuità nella gestione del potere. Per quanto riguarda il tasso di crescita del PIL, tra 2007 e 2008 si attende una moderata decelerazione, ma l’elevato prezzo del petrolio continuerà a sostenere in tale periodo una forte espansione della domanda interna



