Situato nel cuore dell’Europa e provvisto di fondali naturali profondi sino a 18 metri, il porto di Trieste è storicamente il porto da e per il Centro Europa ed è collegato con tutti i continenti. Si caratterizza per la presenza di aree “Porto Franco” e la speciale normativa doganale, mantenuta inalterata sino ad oggi, costituisce un vantaggio operativo che garantisce condizionali esclusive soprattutto (ma non solo) agli operatori internazionali. Il porto di Trieste è suddiviso in 5 punti franchi, di cui 3 destinati alle attività commerciali: il Punto Franco Vecchio, il Punto Franco Nuovo, lo Scalo Legnami. Il Punto Franco Olii Minerali e quello del Canale di Zaule sono destinati alle attività industriali.
Dopo qualche anno di difficoltà, segnato da una costante flessione dei traffici e da una generale situazione di incertezza, nel corso dell'ultimo biennio le attività dello scalo giuliano hanno ripreso un certo vigore. Il traffico complessivo, infatti, si è assestato intorno ai 47 milioni di tonnellate, con un'assoluta prevalenza del comparto petroli (80% del totale). Di particolare rilievo è la performance conseguita nel settore dei container: la movimentazione annua ammonta a oltre quasi 200 mila TEU, contro i 120 mila di soli due anni prima.
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