Il porto di Venezia si estende su una superficie complessiva di circa 20 milioni di mq. E’ suddiviso in due zone: Marittima e Marghera. La Marittima costituisce il vecchio nucleo portuale sorto agli inizi del secolo scorso ed è attualmente destinata esclusivamente al traffico passeggeri. Il traffico merci è invece concentrato nell’area di Marghera. Lo scalo lagunare è caratterizzato da traffici quanto mai differenziati e si colloca ad un livello di eccellenza all’interno del bacino adriatico per il trasporto di rinfuse secche, prodotti liquidi e petroliferi, traffico passeggeri ferry e crocieristico. Venezia è inoltre al primo posto, fra i porti del sistema alto adriatico, per la movimentazione di containers. Nel complesso il porto di Venezia rimane un terminale in cui prevalgono gli sbarchi sugli imbarchi e le merci a basso valore aggiunto, quali le materie prime da destinare ai processi di trasformazione attuati dalle imprese del suo hinterland. Nel corso degli anni ’90, tuttavia, si è registrato un sostanziale incremento delle merci ad elevato valore aggiunto fra quelle imbarcate, indice questo che lo scalo sta divenendo progressivamente uno dei punti di partenza privilegiati delle produzioni regionali dirette verso i mercati internazionali.
Nel 2004 la movimentazione complessiva è stata pari a circa 29,7 milioni di tonnellate, un dato che determina una leggera flessione (-1,2%) rispetto al 2003, imputabile quasi esclusivamente al traffico petroli, per il quale va annotata un decremento del 6,1% su base annua. Al contrario, il settore commerciale, con oltre 13 milioni di tonnellate di merce movimentata, ha conseguito il record assoluto nella storia dello scalo lagunare; un analogo primato spetta anche al movimento container, che ha superato le 290 mila unità e ha concluso il 2004 con una crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente.
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