Il futuro del lavoro

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Il futuro nel mondo del lavoro sarà delle “figure ibride”, dei “manager della complessità” – come li definisce Piero Dominici, Professore universitario presso l’Università degli studi di Perugia e formatore professionista – ovvero profili in grado di saper gestire multidisciplinarità e interdisciplinarità in maniera dinamica e propositiva.

In un’intervista per “Morning Future” Dominici analizza le principali criticità che potrebbero emergere conseguentemente agli effetti rivoluzionari delle nuove tecnologie e del digitale sul mondo del lavoro.

Quali accorgimenti sono necessari, da un punto di vista educativo, per permettere ai lavoratori di domani di adattarsi nel migliore dei modi alle future esigenze del mercato del lavoro?

Occorre, per prima cosa, puntare su percorsi formativi che siano sempre più costruiti e progettati per lasciarsi alle spalle vecchie logiche di separazione tra le diverse aree del sapere, in modo da riuscire a creare profili curriculari in grado di tenere insieme immaginazione e razionalità, creatività e rigore metodologico, l’umano e il tecnologico.

Tale approccio permetterebbe di creare individui in grado di vedere opportunità in quelli che oggi identifichiamo come limiti e confini tra le varie forme di conoscenza.

Un grande equivoco sarebbe dunque pensare che il mondo di domani richieda una formazione puramente tecnica e tecnologica. Il “sapere” ed il “saper fare”, infatti, non sono autosufficienti e hanno bisogno di essere corredati da solide capacità comunicative.

Per questo motivo, appare evidente la necessità di educare i giovani alla comunicazione, in modo da renderla il più efficace possibile. Ciò non significa formare i giovani su tecniche di marketing o di persuasione, che li renderebbero dei meri venditori, ma educarli alla condivisione della conoscenza e alla creazione di legami di fiducia.

 

Anche “Maize” (testata giornalistica di casa H-Farm) nel suo articolo “Education Needs To Go Back To School”, mette in primo piano la necessità di riformare il sistema educativo ponendo maggior attenzione allo sviluppo di doti comunicative. In tal senso la propedeuticità di alcuni videogame alla comunicazione e all’interazione tra persone viene vista come esemplare. Nell’articolo vengono poi individuati 6 punti fondamentali dai quali ripartire per riformare il sistema educativo in modo da renderlo più efficace per il futuro: pensiero critico, collaborazione, comunicazione cultura connettività e creatività.

 

Il mercato del lavoro sta cambiando e per poterlo alimentare efficacemente è necessario che il processo formativo dei lavoratori di domani sia funzionale alle nuove esigenze. In un mondo sempre più incline all’automazione, restano ugualmente fondamentali le competenze che non possono appartenere a macchine o computer.

 

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