Migrazioni e sfide per il Veneto

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Com’è cambiata in 40 anni la popolazione del Veneto?

Per i 40 anni del “Mattino di Padova” il prof. Dalla Zuanna ha presentato una fotografia precisa di quelli che sono stati alcuni dei mutamenti principali che hanno interessato la composizione della popolazione residente e l‘aspettativa di vita dei cittadini del Veneto.

Rispettivamente: +14% del numero di residenti, e un aumento dell’aspettativa di vita da 72 a 83 anni.

L’aumento della popolazione è dovuto soprattutto all’immigrazione dall’estero. Gli stranieri residenti in Veneto sono infatti 500 mila, a cui vanno aggiunti decine di migliaia di immigrati che hanno acquisito la cittadinanza italiana (55 mila nel solo biennio 2015-16). Ecco che , se quarant’anni fa quasi tutti i lavoratori del Veneto erano italiani, oggi il 50% dei posti di lavoro non qualificati è occupato da stranieri.

Interessante, rispetto alla popolazione, il dato sul cambiamento della distribuzione della popolazione sul territorio. Prendendo ad esempio Padova, se da un lato infatti crescono le cinture urbane (Albignasego +73%, Rubano +78%), dall’altro diminuisce sensibilmente la popolazione residente nelle città (nel 1978 230 mila, nel 2018 211 mila).

Per quanto riguarda invece l‘estensione dell’aspettativa di vita, il prof. Dalla Zuanna riconduce gli 11 anni in più di media regionale alla notevole diminuzione dalle attività lavorative pericolose, e all’adozione di stili di vita più salutistici. A queste due conquiste, si sommano anche i progressi della medicina preventiva e curativa, e gli standard di qualità del sistema socio-sanitario, quasi del tutto pubblico.
Nel frattempo è mutata anche la composizione della popolazione per età. Da 1 milione e 300 mila veneti con meno di vent’anni nel 1978, si è scesi a meno di 900 mila nel 2018. Secondo le previsioni Istat, scenderanno a meno di 800 mila alla fine del prossimo ventennio.

Quali sfide per il futuro?

A seguito di questi cambiamenti, sempre secondo il prof. Dalla Zuanna, il Veneto è chiamato a rispondere a due grandi sfide: la capacità di mantenere – e auspicabilmente di aumentare – il numero di bambini e di giovani, e quella dell’invecchiamento.

La prima sfida si preannuncia come difficile da vincere, in quanto richiede  una fiscalità e un sistema di servizi più favorevoli alle famiglie con figli, buoni posti di lavoro, un’integrazione rapida degli immigrati provenienti dai paesi poveri, senza i quali è oggi impossibile anche immaginare – per il Veneto – nuovo lavoro operaio e nei servizi alla persona a costi sostenibili.

La seconda sfida, come per tutti i paesi ricchi – e non solo – è quella dell’invecchiamento. che la demografia pone al Veneto – come a tutti i paesi ricchi, e non solo – è quella dell’invecchiamento. Sempre stando alle previsioni dell’Istat, gli ultraottantenni continueranno a crescere sfiorando i 500 mila nel 2038.

Due sfide complesse, che richiedono risposte adeguate e veloci. Due sfide che, se non risolte, secondo il prof. Dalla Zuanna bloccheranno irrimediabilmente la crescita del livello di qualità della vita in regione come nel resto d’Italia.

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