Cambiamenti climatici e Migrazioni: il rapporto Groundswell

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“Groundswell : Preparing for Internal Climate Migration” è il report pubblicato a marzo 2018 dal World Bank Group sul tema dei cambiamenti climatici e dei futuri effetti che questi avranno sulle nostre vite.

Il rapporto, che si concentra su tre regioni – Africa sub-sahariana, Asia meridionale e America Latina che insieme rappresentano il 55% della popolazione del mondo in via di sviluppo -, rileva che i cambiamenti climatici spingeranno decine di milioni di persone a migrare all’interno dei loro paesi entro il 2050.

Lo studio prevede che, senza azioni efficaci e definite sul clima, poco più di 143 milioni di persone – o circa il 2,8% della popolazione di queste tre regioni – potrebbero essere costretti a spostarsi all’interno dei loro paesi per sfuggire agli impatti a lento impatto dei cambiamenti climatici. Migreranno da aree meno vitali con una minore disponibilità di acqua e produttività delle colture e da aree colpite dall’innalzamento del livello del mare.

Le zone più povere e più vulnerabili al clima saranno le più colpite. Queste tendenze avranno degli impatti elevati sui settori sensibili al clima e sui sistemi di infrastrutture e di sostegno sociale. Il rapporto rileva che la migrazione interna dovuta al clima probabilmente aumenterà fino al 2050 e quindi accelererà a meno che non vi siano riduzioni significative delle emissioni di gas effetto serra, correlate a solide azioni di sviluppo di queste aree.

Con delle azioni concertate, infatti, gli scenari negativi presentati dallo studio potrebbero essere drasticamente ridotti anche sino all’80%.

 

Le azioni possibili

Il rapporto individua tre aree d’azione principaliriferisce che i paesi possono agire in tre aree principali:

1. Il taglio immediato del livello dei gas serra:

Questa azione risulta imprescindibile per arrivare a raggiungere l’obiettivo dell’accordo di Parigi di limitare in futuro l’aumento della temperatura a meno di 2 ° e ridurre le conseguenze delle migrazioni climatiche.

2. Tenere conto delle migrazioni climatiche nella pianificazione dello sviluppo:

La maggior parte dei Paesi ha leggi, politiche e strategie che sono scarsamente equipaggiate per far fronte alle persone che si spostano da zone con un aumento del rischio climatico in aree che potrebbero già essere fortemente popolate. Per garantire resilienza e prospettive di sviluppo per tutti gli interessati, è necessario intervenire in ogni fase della migrazione (prima, durante e dopo lo spostamento), integrando la migrazione climatica nei piani di sviluppo nazionali.

3.  Investire per migliorare i dati sull’entità e la portata delle migrazioni climatiche locali:

Sono necessari ulteriori investimenti per comprendere meglio e contestualizzare la portata, la natura e l’entità della migrazione indotta dai cambiamenti climatici. A sostegno di ciò, nuove fonti di dati, comprese immagini satellitari, combinate con i progressi delle informazioni sul clima, possono aiutare i paesi a migliorare la qualità delle informazioni sulle probabili migrazioni interne.

Di seguito il video che presenta il rapporto.

 

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