Brexit un anno dopo: l’impatto sulle esportazioni del Veneto

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Brexit un anno dopo

L’impatto sulle esportazioni del Veneto

Poco più di un anno fa i cittadini britannici hanno optato per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Che impatto ha avuto Brexit sulle esportazioni del Veneto?  La questione appare rilevante almeno per due motivi: il Regno Unito è un partner commerciale importante per il Veneto, nel 2016 ha assorbito, infatti, il 6% del totale delle esportazioni della regione per un totale di 3,5 miliardi di Euro.

Oltre a questo va sottolineato che nel biennio 2014-2015 le esportazioni dal Veneto verso il Regno Unito sono cresciute in maniera rilevante: rispettivamente il 13,2% e il 17,2%.

Veneto – UK Export 2016 Quota per provincia

Per apprezzare tali variazioni si consideri che le esportazioni totali della regione sono cresciute del 3,6% nel 2014 e del 5,3% l’anno successivo. Nello stesso periodo le esportazioni italiane verso il Regno Unito sono cresciute del 6,9% e del 6,8%.

Veneto: variazione delle esportazioni rispetto all’anno precedente 2014-2016

 

Il 2016, l’anno che ha vissuto le turbolenze pre e post referendum, si è chiuso con una brusca frenata. Le esportazioni verso il Regno Unito sono cresciute solamente dello 0,6% in un periodo in cui le esportazioni del Veneto sono cresciute dell’1,3%.

I dati del primo trimestre dell’anno restituiscono una crescita, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, del 6,6% che è comunque inferiore rispetto alla crescita complessiva delle esportazioni della regione (+7,1%).

 

La decisione di uscire dall’UE ha, quindi, influenzato i flussi commerciali tra UK e Veneto? No, almeno non direttamente. Anche se il 29 marzo il Regno Unito ha notificato al Consiglio europeo l’intenzione di uscire dall’UE e il 22 maggio il Consiglio ha adottato una decisione che autorizza l’avvio dei negoziati sulla Brexit, ad oggi il paese resta membro a pieno titolo dell’UE. Quello che è cambiato è invece il tasso di cambio tra Euro e Sterlina. Nel biennio 2014-2015 le esportazioni verso il Regno Unito hanno beneficiato di una situazione particolarmente favorevole sul fronte dei cambi con un progressivo rafforzamento della Sterlina che ha toccato i suoi massimi rispetto all’Euro verso la metà del 2015, rendendo quindi i prodotti importati dall’Italia (e più in generale dall’area Euro) più vantaggiosi per i cittadini e le imprese britanniche.

Andamento del tasso di cambio Euro/Sterlina 2014-2017- (quantità di valuta per 1 Euro)

A partire dall’inizio del 2016 la Sterlina ha cominciato a deprezzarsi rispetto all’Euro, un andamento che ha subito un’accelerazione in seguito alla vittoria del “Leave” al referendum del 2016.

Le previsioni

Se ad oggi gli effetti maggiori sui flussi commerciali sono riconducibili al deprezzamento della Sterlina resta da chiedersi cosa succederà una volta che il Regno Unito sarà uscito dall’UE. E’ impossibile oggi rispondere a questa domanda, tutto dipende dallo status che assumerà il Regno Unito dopo l’uscita del percorso di integrazione europea e quindi dall’entità delle barriere tariffarie che saranno reintrodotte.

I risultati delle recenti elezioni politiche nel Regno Unito hanno reso ancora più complicata la situazione. I conservatori di Theresa May hanno, infatti, vinto le elezioni ma hanno perso la maggioranza. La prima ministra uscente quindi non sembra avere quella legittimazione popolare e un mandato forte rispetto alle trattative sulla Brexit che sperava di ottenere.

Se ci si limita al PIL, Gli studi più recenti stimano una perdita al 2030 compresa tra -1.31% e -4,21% per il Regno Unito e tra -0,11% e -0,52% per l’UE. La stima sui flussi commerciali appare più complessa. Molto dipende da come la variazione dei prezzi che avverrà in seguito alla reintroduzione di barriere agli scambi influenzerà le scelte dei consumatori britannici. Un elemento che preoccupa, in particolar modo, settori di specializzazione del Veneto come l’agroindustria, il comparto dei mobili e l’orafo, il mondo del fashion e i produttori di macchinari; le esportazioni di questi raggruppamenti rappresentano, infatti, quasi il 70% delle esportazioni totali della regione verso il Regno Unito.

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